News del Locarno Festival
 

Un tuffo negli abissi godardiani

Un tuffo negli abissi godardiani

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Un viaggio nell’universo secondo Godard. Rifrangendo le immagini che saltano di film in film, saldando i legami con alcune dichiarazioni di poetica dettate dal più radicale dei maestri della Nouvelle Vague.

È questa l’avventura estetica su cui s’incardina il documentario in prima mondiale CINEMAsuisse: Jean-Luc Godard, realizzato da Fabrice Aragno (ma sceneggiato e supervisionato dallo stesso Godard) nell’ambito di un progetto seriale, voluto dalla televisione nazionale svizzera, SRG SSR, in cui sono stati stilati ritratti d’autore ai dieci cineasti elvetici che più hanno influenzato la storia del cinema.

Da Daniel Schmid ad Alain Tanner, da Claude Goretta a Silvio Soldini, passando ovviamente per quel punto cardinale a livello cinematografico rappresentato da Jean-Luc Godard. D’altra parte, il maestro franco-svizzero, dopo l’esordio-capolavoro nel 1960 con l’imprescindibile À bout de souffle, non ha mai smesso la sua battaglia estetica contro gli ingranaggi convenzionali del fare cinema, perseverando con “magnifica ossessione” nel suo lavoro sperimentale di sabotaggio e ricerca linguistica.

E il Festival del film Locarno gli ha fatto sponda in più di un’occasione, presentando già nel 1964 il suo Bande à part, ma soprattutto premiandolo con il Pardo d’onore nel 1995, anno in cui presentò, per la prima volta, l’intera opera Histoire(s) du cinéma.

Lorenzo Buccella
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