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La curva fuori orario di un pianto

La curva fuori orario di un pianto

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E, per una sera, anche in Piazza Grande irrompe il pianto disturbante di un bebé. Quel lamento a singhiozzo e continuo che, se si protrae per tutta la notte, finisce per incendiare i nervi dei neo-genitori, estenuandoli fino all’esaurimento.

E se un rimedio c’è, uscire di casa in auto perché il rumore del motore sembra l’unico calmante agli strilli del piccolo, come in Nachtlärm, nuovo film del regista zurighese Christoph Schaub, la scorribanda notturna non è senza conseguenze. Anzi, trascina tutti i protagonisti della storia nello scacchiere di un’avventura in pieno stile “fuori orario”.

Già, perché Schaub – dopo aver orchestrato la sparizione di una donna nel suo precedente Giulias Verschwinden con cui nel 2009 si era accaparrato il Prix du Public UBS – questa volta mette in moto una vicenda thrilling, lasciandola sgommare su strade e autostrade in un reticolo di inseguimenti e fortuite coincidenze.

Architettata – ancora una volta - a livello di sceneggiatura dalla penna di Martin Suter, la vicenda stringe l’inquadratura di partenza sulla coppia Livia (Alexandra Maria Lara) e Marco (Sebastian Blomberg) che per non far svegliare il piccolo Tim guardano la televisione, ognuno isolato con un paio di cuffie sulle orecchie. Giovani e belli, avrebbero tutto per essere soddisfatti, a parte la tranquillità che come ogni notte viene infranta dall’inconsolabile pianto di quel bimbo che i due avevano voluto per rilanciare la loro unione, ma che adesso sembra tenerli ostaggi di una vita senza sonno.

La vecchia Golf con cui partono per ninnare Tim diventa così un abitacolo gonfio di sbadigli, occhiaie e recriminazioni. Almeno fino a quando la situazione non peggiora ancora di più, nella piazzola di un autogrill, con un’altra coppia di piccoli criminali che, complice una distrazione, ruba l’auto con pargolo incorporato.

Ed è allora che la notte si trasforma in un circuito di cacce all’uomo, scherzi del destino e incroci con un sottobosco pericoloso di gente che sembra darsi appuntamento lì, tra urla, curve e frenate. Oscillando tra dramma e giallo e intervallando il tutto con siparietti grotteschi, il film finisce per girare sulle ruote di un’avventura la cui escalation troverà il suo sbocco conclusivo solo alle prime luci dell’alba.

Lorenzo Buccella

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