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Occhio barocco a Macao

Occhio barocco a Macao

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Il cinema di João Pedro Rodrigues è percorso da una vena asiatica: i due cortometraggi China China (2007) e Alvorada Vermelha (2011) hanno la particolarità di essere stati realizzati con João Rui Guerra da Mata, che fin dagli inizi collabora a scrittura e direzione artistica dei film di Rodrigues. Insieme, i due artisti hanno firmato A Última Vez Que Vi Macau (The Last Time I Saw Macao). Esplorazione poetica di questa città cinese in cui João Rui Guerra da Mata ha trascorso parte dell’infanzia, l’opera è un’audace quanto riuscita mescolanza di generi: lo spettro va dalla finzione al documentario, dal racconto diaristico all’indagine poliziesca fino al film fantastico.

Il cinema di Rodrigues è da sempre arte della metamorfosi, della confusione e della comunicazione tra spazi distinti: il regno degli uomini e il regno animale, il passato e il presente, la vita e la morte, l’uomo e la donna, Hollywood e il cinema moderno europeo.

Partendo da bellissime immagini notturne di Macao, gli autori riescono a creare un clima onirico di complotto e apocalisse, sospeso tra Kiss me Deadly (Un bacio e una pistola) di Aldrich e Cat people (Il bacio della pantera) di Tourneur. L’arte barocca è un’arte della metamorfosi. Senza svelare nulla dei misteri e delle sorprese che popolano questa splendida creazione quasi priva di figure umane ma abitata dalle voci dei suoi due autori, diciamo che A Última Vez Que Vi Macau è il più barocco dei film, perché non cessa di modificarsi e cambiare forma sotto i nostri occhi.

Olivier Père
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