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La lunga onda rosa di un rinascimento della commedia

La lunga onda rosa di un rinascimento della commedia

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Un terzetto di amiche, indivisibile sin dai tempi del liceo, e il matrimonio del quarto incomodo, Becky, perennemente esclusa per via dei suoi chili di troppo. Parte da qui Bachelorette, commedia politcamente scorretta della regista esordiente Leslye Headland in programma stasera in Piazza Grande.

Una pellicola basata su un gruppo disarmonico ma affiatato di Charlie's Angels: la bionda Regan, perfezionista (Kirsten Dunst); la rossa Katie, svampita (Isla Fisher) e la sboccatamente promiscua Gena (Lizzy Caplan, giunta ieri a Locarno insieme alla regista).

Ed è proprio quest'ultima a eleggere la pellicola come ultima esponente di un rinascimento della commedia declinata al femminile: “La svolta è stata segnata da un certo film intitolato Bridesmaids (Le amiche della sposa in italiano, ndr) che ha dimostrato che le donne possono anche essere protagoniste divertenti, e non semplici comparse. Si tratta di un genere che sta ottenendo rispetto, soldi e pubblico”.

Un concetto rilanciato da Leslye Headland: “Quando ho presentato la sceneggiatura ai produttori quattro anni fa, questi mi hanno detto che sì, le donne parlano così ma che no, non pagherebbero mai per vedere donne parlare così. Le donne ora sono invece incoraggiate a girare film del genere”.

Un'evoluzione certo propiziata dal successo ottenuto dalla chick lit e dalle mattatrici televisive americane che conducono talk show e partecipano a trasmissioni storiche come il Saturday Night Show. E anche se i copioni prevedono personaggi irriverenti e irrimediabilmente dipendenti da qualcosa (vestiti/affetto/sostanze tossicodipendenti), le attrici non se ne dispiacciono.

“Vero – dice la Caplan – nella mia carriera ho interpretato numerosi personaggi tossicodipendenti e incasinati, e anche Gena non fa eccezione. Ma sapete una cosa? Adoro questo genere di ruoli, se tutto fosse in ordine mi annoierei”.

E certo l'attrice non si sta annoiando qui a Locarno, come lei stessa riconosce: “Questo è un Festival da dieci, anzi: da undici. Essere qui è entusiasmante”.

Mattia Bertoldi
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