News del Locarno Festival
 

Chi non muore si rivive

Chi non muore si rivive

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Playback è la buona notizia e l’ottima sorpresa del giovane cinema nipponico, che da qualche anno sembra conoscere una rinascita, e di cui il Festival del film Locarno è diventato vetrina internazionale. Con il suo primo lungometraggio Sho Miyake dimostra un’impressionante maturità artistica e intellettuale.

Ad appena 28 anni il cineasta racconta la storia di un ritorno al passato e di un viaggio nel tempo, tra sogno e realtà, fuga e rimpianti. Girato in bianco e nero, Playback, storia di un attore in crisi (il film si apre in uno studio di doppiaggio con un regista indipendente scontento del suo lavoro), s’iscrive consapevolmente nel solco di una certa tradizione postmoderna, che nel dispositivo romanzesco accoglie il mondo e i protagonisti del cinema.

Il regista e il produttore, cinefilo formatosi alla scuola della critica, hanno assimilato l’eredità europea ma anche, e per esempio, il cinema di Aoyama. Il film colpisce per l’abilità a coniugare con grande sensibilità e finezza la malinconia più profonda e la più viva contemporaneità, proponendo una riflessione teorica e al contempo un cinema molto impressionista, che tocca temi ed emozioni universali.

Playback orchestra un incontro fortuito tra Proust, Deleuze e lo skateboard nella campagna giapponese. La strada che l’eroe del film imbocca per ritrovare il villaggio della sua adolescenza, e che Sho Miyake riprende con grazia, è nello stesso istante tempo e movimento, proprio come il cinema.

Olivier Père

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