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Blog del Direttore artistico
Pardo d'onore Swisscom a Werner Herzog

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Pardo d'onore Swisscom a Werner Herzog

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Regista, sceneggiatore, produttore, scrittore e attore Werner Herzog è una delle figure più importanti di quel cinema che a partire dagli Sessanta inizia a riconsiderare il proprio ruolo e il suo rapporto con il mondo. Un regista capace di attraversare i generi e i territori, forse l’unico in grado di pensare, ancora oggi, il cinema in termini di Visione. I suoi film – tanto i documentari quanto le finzioni – rivelano una passione per personaggi eccentrici, esagerati nei loro impulsi e nelle loro passioni. Da Nosferatu a Strozeck, da Fitzcarraldo a Kaspar Hauser (nei film omonimi), fino all’ingegnere aeronautico Graham Dorrington (The White Diamond) e all’esploratore Timothy Treadwell (Grizzly Man), gli uomini incontrati e inventati da Herzog rappresentano altrettanti inviti a cogliere la scintilla di avventura che vibra in ognuno di noi, a prendere in mano la propria vita senza elucubrare troppo sulle possibili conseguenze. In quasi cinquant’anni di carriera Herzog ha attraversato i cinque continenti, filmando praticamente in ogni ambiente: estrema montagna (Grido di pietra), deserto australiano (Dove sognano le formiche verdi) e foresta amazzonica (Aguirre), sotto i ghiacci del polo (Encounters at the End of the World) e nei pressi di un vulcano attivo (La Soufrière). Ha fatto di attori non professionisti degli straordinari interpreti e ha lavorato con star quali Claudia Cardinale, Klaus Kinski (amico/nemico di sempre cui ha dedicato un toccante ritratto), Isabelle Adjani, Nicholas Cage, Donald Sutherland, Christian Bale… Mettendo se stesso sempre in prima linea, ha cercato di oltrepassare i confini di quello che veniva considerato filmabile.

Il pardo d’onore che il festival di Locarno gli consacra viene anche a colmare una paradossale lacuna. Degli oltre cinquanta lavori realizzati da Herzog nessun è stato mostrato a Locarno, eppure pochi artisti più di lui incarnano lo spirito del festival. Basta un’occhiata alla sua incredibile filmografia per rendersi conto delle analogie: il saper passare tra fiction e documentario, tra produzioni a budget ridotto e film con grandi star senza perdere nulla della propria identità sono principi in cui crediamo fermamente. Se i premi non sono solo dei riconoscimenti ma anche dei segnali per il futuro, pensiamo che Werner Herzog sia la persona più indicata a tracciare la strada che il festival vuole percorrere. Una strada che pensa il cinema come un atto che coinvolge e “stravolge” le persone che lo fanno e che lo vedono. Un atto che richiede una ferma volontà e un’altrettanto precisa presa di posizione. La stessa che ha mosso Herzog a lasciare il suo villaggio sulle montagne della Baviera per percorrere le strade del mondo e tradurre in immagini e suoni le esperienze vissute, condivise, immaginate.

Carlo Chatrian
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