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Riguardo alla Carte Blanche dedicata al cinema israeliano

Riguardo alla Carte Blanche dedicata al cinema israeliano

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Nella sua lunga storia il Festival del film Locarno è sempre stato un luogo di libertà d’espressione per cineasti, produttori, attori provenienti da tutto il mondo, senza distinzione di etnia, confessione, nazionalità. Nel suo percorso di ricerca il Festival ha dato voce ad autori scomodi, a cinematografie neglette, a registi oppressi e in esilio, evitando di cadere in strumentalizzazioni politiche o ideologiche. Così è stato quando nel 2007 il Festival ha dedicato Open Doors ai paesi del Mashrek (Siria, Libano, Giordania, Israele, Iraq, territori Palestinesi e Egitto), con la retrospettiva 2006 dei Pardi di domani “A est del Mediterraneo”, o come accaduto nel 2013 con il focus sul cinema siriano, realizzato a dispetto di limitatissime condizioni produttive. Questi principi di libertà artistica sono per noi un credo inderogabile.

Il quadro del ricco programma della prossima edizione – che ricordiamo prevede anche un focus sul Maghreb (Marocco, Tunisia, Libia e Algeria) – contempla una “Carte blanche” dedicata al cinema israeliano. L’iniziativa ha lo scopo di selezionare 7 progetti in post-produzione per presentarli a una platea di professionisti e aiutarli così a trovare i fondi necessari al loro completamento. Tale lavoro di ricerca non sarebbe ovviamente possibile senza il supporto di un’organizzazione che opera in loco: la presenza dell’Israeli Film Fund – con cui il Festival del film Locarno, come la maggior parte dei festival mondiali, ha solide relazioni – non è diversa da quanto è accaduto nelle quattro precedenti edizioni, dedicate al cinema di Messico, Colombia, Cile e Brasile. Come nei casi precedenti, la scelta è caduta su una cinematografia originale e articolata e intende dar voce a progetti selezionati dal Festival secondo criteri puramente artistici.

Siamo fortemente convinti che anche la Carte Blanche sul cinema israeliano, come Open Doors Maghreb e come l’insieme delle proposte della prossima edizione, costituirà un’importante occasione di confronto e dialogo, in un contesto di arricchimento culturale che è e resterà sempre prerogativa irrinunciabile del Festival di Locarno.

Press Office

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