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Le Dernier Passage - Preistoria 2.0

”Le Dernier Passage (The Final Passage)“ di Pascal Magontier

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Scientifico e immaginifico allo stesso tempo. 28 minuti filmati in un piano sequenza in soggettiva, realizzato interamente a partire da rilevamenti 3D. Il tutto per offrire allo spettatore la visione “impossibile” della grotta Chauvet Pont d'Arc, uno dei più grandi siti della storia dell’umanità, con le sue incisioni rupestri, così com’era quando i suoi scopritori l’hanno percorsa per la prima volta nel 1994. E cioè vergine rispetto a tutte le infrastrutture costruite in seguito per permetterne lo studio e la conservazione.

“Il nostro scopo” spiega il regista francese Pascal Magontier“ era quello di mostrarla idealmente così come gli ultimi uomini preistorici hanno potuto vederla prima che il suo accesso non fosse reso impossibile dal crollo dell’ingresso. Ma naturalmente, adesso filmarla al di fuori delle passerelle, sarebbe stata un’operazione irrealizzabile, se ci si fosse attenuti a un approccio documentario classico”. Ed ecco allora l’intervento magico della tecnologia, al servizio di una metodologia del tutto usata sperimentale. “Per farlo, siamo partiti dalla creazione di una sorta di clone digitale della grotta, attraverso una mappatura dei rilevamenti.

Non soltanto delle pareti rocciose e dei disegni, ma anche dei soffitti e dei pavimenti con le loro impronte d’orso e ossa di specie diverse”. Una piattaforma scientifica che si è fatta viaggio cinematografico senza il minimo rischio in materia di conservazione, conformemente alle priorità del Ministero della Cultura Francese.

“Quello che offriamo adesso è una vera e propria esperienza, col desiderio che ogni persona presente in Piazza Grande possa avere la sensazione di vivere fisicamente questo “dernier passage” nella grotta dipinta più antica della storia dell’umanità”.

Lorenzo Buccella
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