News del Locarno Festival
 

Vincent

Piazza Grande

Prendi le manie suicide di un adolescente, immergile in un attivismo ecologista radicale e poi, al posto di virare verso il dramma, trasportale sui movimenti on the road di una commedia che parte dal Nord del Belgio per scendere fino al Sud della Francia, dove tutte le prospettive si ribalteranno. In mezzo, ci sono le curve a sorpresa di un viaggio rocambolesco, un Bildungsroman accelerato e picaresco che si porta a traino un’intera famiglia disfunzionale. Usando spartiti grotteschi che mettono in campo una galleria di caratteri eccentrici e borderline, con Vincent l’occhio del regista fiammingo Christophe Van Rompaey si sofferma proprio lì, sulla lunga serie di attriti che si producono durante il corso della loro interazione.  Un gioco di ruoli che puntando sulla contrapposizione ravvicinata degli opposti non mette solo benzina agli eventi, ma finisce per allargare contraddizioni che vanno anche di là del contesto familiare. Soprattutto se questi contrasti vengono misurati sulla linea d’ombra di una gioventù disposta a pensieri di morte pur di cercare appigli di vita più adulti, magari valicando anche le frontiere franco-belghe per flirtare con clichés e dissidi linguistici. Quello che in fondo fa con un viaggio di andata-e-ritorno il personaggio destinato a sparigliare: la figura della zia Nikki, interpretata da un’esuberante e frivola Alexandra Lamy, perfetto contraltare all’ombrosità del giovane protagonista Vincent (Spencer Bogaert). E questo a testimonianza di quanto nel film gli ingredienti potenzialmente cupi della storia vengano ben presto riconvertiti in materiali da commedia. Scarti e travasi d’immaginario che, pur prendendo rotte diverse le une dalle altre, sembrano accomunare i lavori realizzati dalla nuova generazione di cineasti fiamminghi (Felix van Groeningen e Michaël R. Roskam) di cui Christophe Van Rompaey è stato una sorta di apripista dopo essersi rivelato alla Semaine de la Critique di Cannes nel 2008 con il suo primo film Aanrijding in Moscou (Moscow, Belgium) nel 2008.

 

Lorenzo Buccella
Link utili

Follow us