News del Locarno Festival
 

First Look

Industry

Dopo il poker sudamericano e Israele, al sesto anno First Look arriva in Europa. E sceglie la Polonia, paese e cinematografia in grande ascesa, artisticamente e produttivamente, al di là dei grandi successi di Body di Malgoska Szumowska, dell'Oscar a Ida di Pawel Pawlikowski, dell'ultimo Orso d'Argento di Tomasz Wasilewski. Un segnale forte anche della forza di un'industria che con l'ausilio di un nuovo distributore internazionale ha iniziato a parlare al mondo con i suoi registi e i suoi lungometraggi, integrando il lavoro fondamentale che da anni fanno il Polish Film Institute e la Fundacja Polskie Centrum Audiowizualne. Partner fondamentali in questa edizione 2016 anche per First Look, che cerca sempre la totale identità di intenti con il paese ospitato e con il Festival  – la decisione di guardare alla Polonia nasce con il Direttore artistico Carlo Chatrian e dall'attenzione per questo paese, evidente già in diverse sezioni negli ultimi anni. Sei opere in concorso, a fronte di una giuria fatta di alti profili del management festivaliero (da rassegne internazionali attente al cinema indipendente e d'autore come Toronto, Rotterdam e Istanbul) e sempre davanti a poche decine di selezionati addetti ai lavori: venditori, compratori, programmatori e rappresentanti dei fondi di sostegno alla post-produzione si danno infatti battaglia riuscendo a incontrare lavori di alto profilo in anteprima e in uno stato di post-produzione anche avanzato.

Il miglior film riceverà 65'000 euro da Cinelab Romania da utilizzare nella finalizzazione dell'opera: sostanzialmente chi trionferà potrà chiuderla autonomamente. «Il nostro è un primo sguardo – sottolinea Markus Duffner, Project Manager della sezione – una scommessa su autori e opere prima che il film si formi completamente; da qui nasce il cambio del nome da Carte Blanche a First Look». La grande scommessa di quest'anno è mettersi alla prova con un'industria come quella polacca, già forte e strutturata, a differenza del passato (quelle sudamericane erano in formazione, quella israeliana è ben costruita ma limitata nelle dimensioni); non a caso i cineasti coinvolti quest'anno hanno un curriculum internazionale di tutto rispetto. In passato questa sezione ha rappresentato un traino per la cinematografia scelta (si pensi all'israeliano Sand Storm, applaudito e premiato al Sundance, o al brasiliano The Second Mother, volàno decisivo per la Settima Arte verde oro), ora il cammino è parallelo e il rapporto più paritario e rappresenta per entrambi una sfida straordinaria.
Il lavoro di First Look, infine, risulta ancora più affascinante nel momento in cui rilevi la scelta forte, in un cinema maschilista come quello attuale, di puntare su lungometraggi diretti da donne, con formazioni diverse e di alto livello. «First Look è diventato uno dei capisaldi degli Industry Days grazie alla qualità dei film in post-produzione selezionati, l’alto profilo dei partecipanti, l’efficiente collaborazione con i nostri partner e l’apporto professionale di Markus Duffner» ha commentato Nadia Dresti, Delegata della Direzione artistica del Festival del film Locarno e Head of International. E non si può darle torto: First Look, coerentemente con il grande lavoro che il settore Industry fa ormai da molti anni, rappresenta il senso profondo del Festival del film Locarno, da sempre non solo vetrina del presente meno mainstream ma anche motore del futuro artistico e produttivo di quest'arte.

 

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