News del Locarno Festival
 

300 Miles

Signs of Life

300 Miles

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Non era facile aspettarsi l’opera prima forse più radicale sul conflitto che affligge la Siria dal 2011. 300 Miles di Orwa Al Mokdad (già presente a Locarno con il corto d’esordio nei Pardi di domani 2014) è insieme un film militante, un documentario di guerra, un diario di famiglia in forma di poesia. In un colpo solo coglie il punto politico e umano di maggiore divisione, l’accecamento personale e collettivo, l’ottusità fredda della guerra, un barlume di speranza. Tutto girato on the ground fra un’Aleppo spettrale e quel che resta della cittadina di Daraa, misura la distanza fra tre storie parallele e fra queste e il mondo. Un membro dell’esercito ribelle ridotto insieme a un pugno di compagni a difendere un fazzoletto di terra senza più un obiettivo preciso (né politico né militare), stretto tra estremismi islamici, il regime e mercenari di ogni tipo. Un gruppo di attivisti pacifici della prima ora che si aggirano come fantasmi fra le macerie. Una bambina (la nipote del regista) che spedisce allo zio delle video-lettere da Daraa, dove vive isolata da tutto. E poi c’è la soggettiva del filmmaker, che filma sotto le pallottole, interroga e discute con i suoi personaggi, trema e prende fiato insieme al ritmo sanguinoso della guerra. Alla fine restano solo due bambini che parlano al tramonto e una carrellata su una terra troppo bella e troppe volte tradita.

 

Lorenzo Esposito
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