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Luci sull’orlo di una crisi di nervi

Histoire(s) du cinéma: Vision Award TicinoModa José Luis Alcaine

Luci sull’orlo di una crisi di nervi

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Correvano gli anni Ottanta e nel panorama cinematografico europeo arriva un colorato ciclone slapstick dalla Spagna. Pedro Almodóvar, arrivato al suo ottavo film, unisce la commedia classica degli equivoci americana con una follia socio-sessuale tutta madrilena. Carmen Maura è assolutamente meravigliosa, Antonio Banderas, nonostante l’improbabile capigliatura, viene immediatamente venduto come nuovo sex symbol latino e dopo poco impacchettato e spedito a Hollywood, non prima però di avere rapito, legato, abusato e amato Victoria Abril nel successivo ¡Átame!. Successo straordinario di pubblico e di critica, candidato all’Oscar per il miglior film straniero (battuto da Pelle erobreren di Billie August, uno dei tanti scandali della storia dell’Academy), Mujeres al borde de un ataque de nervios è il film che sdogana Almodóvar e lo proietta nell’Olimpo cinematografico. Ingiustamente, oltretutto, perchè lo avrebbe meritato molto prima, già da Laberinto de pasiones, per non parlare di Matador e ancor di più La ley del deseo, tutte opere dove commedia, melò, dramma e grottesco si mischiano creando straordinari corto circuiti narrativi, rivoluzionari per una Spagna uscita da poco dal regime di Franco, e anche per un’Europa narcotizzata dall’egemonia culturale degli anni Ottanta. Almodóvar usa Mujeres per mettere alla berlina l’estetica del decennio, la piega ai suoi voleri e l’incontro con José Luis Alcaine è fondamentale in questo senso. La luce, i colori e le ombre di questo geniale cinematographer seducono e abbracciano, accompagnano le geometrie perfette delle composizione, riempiendo lo sguardo di uno spettatore già rapito da una storia folle e libera. Una di quelle storie di cui si ha sempre bisogno.

Alessandro De Simone
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