News del Locarno Festival
 

Dene wos guet geit

Concorso Cineasti del presente

Dene wos guet geit

Condividi:

Cyril Schäublin è una giovane promessa del cinema elvetico. Nel 2013 era stato selezionato per la Locarno Filmmakers Academy, l’iniziativa del Festival per scoprire i talenti emergenti, e oggi torna con il suo primo lungometraggio – nel Concorso Cineasti del presente – in cui sintetizza al meglio i suoi temi centrali, in particolare l’alienazione della società contemporanea, che in Lenny (2009) passava attraverso una relazione virtuale tra adolescenti a base di webcam, mentre in Stampede (2012) mostrava la fragilità dell’ordine sociale attraverso uno spaventoso e misterioso movimento di folla nella metropolitana in un orario di punta.

La sua nuova opera, Dene wos guet geit, ripropone quello sguardo critico ma con l’aggiunta di un umorismo gelido al punto giusto: sembra di vedere un film di Jacques Tati remixato dai Kraftwerk. Come il grande regista francese, Schäublin mette in scena l’alienazione del mondo moderno, sempre più connesso o, per essere più precisi, sempre più disperatamente alla ricerca di una connessione. Un mondo algido in cui l’avventura consiste nel trovare la tariffa più economica per il proprio smartphone. Vite grigie costantemente condizionate da misure di sorveglianza che devono garantire il Sacro Graal della società moderna: la sicurezza. In questo caso però i numerosi sistemi di verifica non riescono a impedire una truffa, perché semplicemente non riescono ad eliminare l’imprevedibile fattore umano.

Con un gioco d’intrecci molto originale Schäublin svolge la sua trama perversa. La lentezza, la staticità, la ripetitività delle discussioni diventano elementi di una satira graffiante che strappa molte risate amare. Uscendo dalla proiezione ci si dice che non è questa la Svizzera che vorremmo vedere, in compenso non vediamo l’ora di scoprire ciò che ci offrirà in futuro questo giovane regista.

Stefano Knuchel
Link utili

Follow us