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Un nuovo sole sorgerà

Seto surya (White Sun) - Open Doors

Un nuovo sole sorgerà

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Talvolta, nei momenti di massima tensione che si sviluppa dal confronto/scontro tra esseri umani, può capitare che piccoli avvenimenti o situazioni paradossali possano provocare quel senso di assurdità che immediatamente alleggerisce la tensione stessa. Nel suo notevole Seto surya (White Sun) il cineasta nepalese Deepak Rauniyar sfrutta proprio questi piccoli incidenti di vita quotidiana per costruire un puzzle psicologico finemente cesellato, dove i momenti più leggeri arrivano a confermare per contrappasso la profondità introspettiva della storia. Questa alternanza dei toni si rivela ancora più fondamentale nel corso della narrazione perché consente di sviluppare un discorso metaforico che non sfocia mai nella retorica.

Il cuore del lungometraggio parla infatti di riconciliazione, o meglio dei modi in cui si può raggiungerla: i due fratelli divisi da ideologia e esperienze personali rappresentano infatti il Nepal stesso, dilaniato da anni di guerra civile. Invece di infarcire la sceneggiatura di messaggi falsamente conciliatori, Rauniyar costruisce un ambiente dove il confronto continuo tra i membri della piccola comunità che si riunisce per la morte del vecchio padre sono alla base per una comprensione più profonda, e quindi una possibile accettazione. La forza primaria di Seto surya sta proprio in una sceneggiatura molto lucida nell’indicare la strada del dialogo senza però urlarla o ancor peggio imporla. Anche il rapporto che il protagonista Agni sviluppa con i giovanissimi componenti della famiglia esprime con estrema intelligenza la speranza che la vera riappacificazione tra esseri umani possa avvenire almeno attraverso le generazioni future.

Ritratto di esseri umani e delle loro contraddizioni, Seto surya è un’opera improntata sull’ascolto, sulla necessità del dialogo, sulla possibilità di un futuro migliore grazie agli sforzi fatti nel presente. Intenso, a tratti doloroso, eppure sorprendentemente avvolto dalla speranza.

Adriano Ercolani
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