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New Acid, Old Habits

Piazza Grande - New Acid

New Acid, Old Habits

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Colori flippati, animali logorroici: New Acid è un caleidoscopio di inquadrature di bestie (nel loro habitat? o piuttosto nella loro gabbia?) collegate a formare una narrazione da un sonoro gracchiante e dallo scorrere in sovrimpressione di un flusso continuo di… messaggi. Delfini, struzzi, coccodrilli chiacchierano, si scherniscono, filosofeggiano. «Sleep deprivation is the new acid», «Bitcoins are just virtual stardust», «My therapist says nostalgia and tradition are racism in disguise» – e poi, una marea di emoji. In un contesto cinematografico dove si stanno facendo largo trame in cui l’avventura umana lascia spazio al fluire decentrato della natura, l’artista egiziano Basim Magdy spiazza con il paradosso di un film postumano che umanizza gli animali. Tramite loro, ci parla delle assurdità di una comunicazione digitale tanto pervasiva da comunicare assai poco, trasformandosi in un monologo che riconferma la solitudine dei messaggianti.

Come ogni persona munita di cellulare, anche i protagonisti di New Acid vivono nella loro bolla, che qui coincide con l’inquadratura: le giraffe sono riprese con le giraffe, le manguste con le manguste, i pavoni con i pavoni; solo via messaggio si connettono al resto del mondo, ma le loro conversazioni restano vacue, sgangherate e dirette a interlocutori imprecisati. Come chiosa una sagace capra: «Most of us have never met. Some of us ARE bots».

Sara Groisman

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