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È Ryuichi Sakamoto il Vision Award 2020

Il riconoscimento offerto da Ticinomoda va al compositore e artista giapponese

Ryuichi Sakamoto, Vision Award Ticinomoda 2020

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© 2017 Kab America Inc - Photo by Zakkubalan

 

Ha suonato una rissa tra uomo e orso, sonorizzato il silenzio del Buddha e musicato David Bowie. Potrebbe bastare questa traccia sintetica per convincersi della bellezza e della forza del Vision Award Ticinomoda 2020. Il riconoscimento del Locarno Film Festival dedicato alla tecnica, al gesto artigianale e alle arti al servizio del cinema quest’anno va a Ryuichi Sakamoto, compositore, musicista e artista giapponese. Premio Oscar, Grammy Award e due volte Golden Globe, Sakamoto è stato musica per le immagini di Bernardo Bertolucci e Pedro Almodóvar, di Brian De Palma e Alejandro González Iñárritu. Genio e talento della musica, Sakamoto è un artista difficile da delimitare, circoscrivere, padrone e interprete di un sapere antico e moderno, in cui classico e avanguardia dialogano, discutono e danzano sullo stesso spartito, muovendo brani capaci di portare l’elettronica a messa.

Il doppio debutto cinematografico di Ryuichi Sakamoto scocca nel 1983, in Merry Christmas Mr. Lawrence (Furyo) del connazionale Nagisa Oshima, per cui scrive la colonna sonora e interpreta il Capitano Yonoi, sottoposto del Maggiore Jack "Strafer" Celliers, al secolo David Bowie. Grazie a quella sua prima partitura su pellicola Sakamoto conquista il BAFTA per la Miglior colonna sonora. Poi, quattro anni più tardi, il successo attraversa l’oceano. Disegnando le musiche di The Last Emperor (L’ultimo imperatore, 1987) di Bernardo Bertolucci - per il quale torna anche davanti alla macchina da presa - Sakamoto vince Oscar e Golden Globe. Premio, quest’ultimo, che doppia tre anni più tardi di nuovo al fianco del maestro italiano, per il quale compone la colonna sonora di The Sheltering Sky (Il tè nel deserto, 1990). Nel corso di una carriera cinematografica dosata, durante la quale riesce però a mescolare per una terza volta i suoi spartiti alle pagine di sceneggiatura di Bertolucci (Little Buddha – Piccolo Buddha 1993), Sakamoto e la sua musica incontrano anche i tratti decisi di autori come Pedro Almodóvar (Tacones lejano – Tacchi a spillo, 1991) e Brian De Palma (Snake Eyes – Omicidio in diretta, 1998 e Femme fatale, 2002), con un nuovo intermezzo d’attore per Abel Ferrara (New Rose Hotel, 1998). Poi, nel 2015, l’incontro sul set con un orso e Leonardo DiCaprio, i protagonisti di The Revenant (Revenant – Redivivo), di Alejandro González Iñárritu. Opera che riporta il compositore giapponese tra i candidati a Golden Globe e Grammy Award.

Nel corso dell’ultimo anno Sakamoto ha collaborato con Luca Guadagnino realizzando le musiche per il suo cortometraggio The Staggering Girl (2019), prodotto in collaborazione con il direttore creativo della maison Valentino PierPaolo Piccioli. Sue anche le musiche di Proxima (2019) di Alice Winocour e Minamata (2020) di Andrew Levitas, protagonista della Berlinale 2020.

Ryuichi Sakamoto riceverà il Vision Award Ticinomoda il 6 agosto in Piazza Grande. Prima però, nel pomeriggio, in un bellissimo intreccio di storie di cinema, nonché di Paese, Sakamoto incontrerà Kynuio Tanaka, la protagonista della Retrospettiva di Locarno73. La incontrerà sullo schermo, nel bianco e nero di Yasujirō Ozu e di Tōkyō no onna (Una donna di Tokyo, 1933), che il maestro musicherà dal vivo, improvvisando al pianoforte. Il giorno dopo, il 7 agosto, Sakamoto incontrerà invece il pubblico del Festival nella consueta chiacchierata allo Spazio Cinema. Pubblico che nel corso di Locarno73 avrà modo di vivere e ascoltare il suo talento nelle proiezioni di Merry Christmas Mr. Lawrence (Furyo), di Nagisa Oshima, The Last Emperor (L'ultimo imperatore), di Bernardo Bertolucci e The Revenant (Revenant – Redivivo), di Alejandro González Iñárritu.

Lili Hinstin, Direttrice artistica del Locarno Film Festival: “Ryuichi Sakamoto possiede il potere paradossale dei più grandi artisti: riesce a far convivere il minimalismo con la più folle densità emotiva, a far esistere il suono attraverso il silenzio e, quando compone per il cinema, a contraddire – e quindi ad arricchire – l'intenzione evidente di intere sequenze. È più che un onore accogliere un tale genio al Festival di Locarno.”

 

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