Terza parte di Connect to Reality al GIFF

Connect to Reality at the GIFF

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In occasione della 23esima edizione del Geneva International Film Festival (GIFF), professionisti e protagonisti chiave del cinema svizzero si sono incontrati per il terzo appuntamento di Connect to Reality, una piattaforma di discussione lanciata quest’anno dal Locarno Festival, dal Zürich Film Festival e il Geneva International Film Festival. Si è discusso di nuove proposte destinate a rinforzare la continuità e a ripensare la formazione nelle professioni cinematografiche.

Martedì 7 novembre, durante l’edizione del GIFF, autori, registi, produttori e rappresentanti d’istituzioni del settore cinematografico svizzeri e internazionali si sono riuniti per discutere sulla produzione, la formazione, la continuità della professione e i rapporti tra gli autori e i produttori dell'audiovisivo in Svizzera. Molte e diverse sono state le nuove proposte formulate nel corso di questo appuntamento, in particolare con l'introduzione di specializzazioni - nella regia, nel montaggio, nel settore del sound design e della fotografia o nell'ambito dei media emergenti- con un Master universitario a livello nazionale; la creazione di un «slate funding» per gli autori; o ancora l'introduzione di un supporto automatico quando un progetto audiovisivo ha già il sostegno dei più importanti attori chiave della sua produzione e distribuzione.

Pur rilevando l'importanza di poter discutere su questioni legate a piattaforme neutrali indispensabili per il futuro del settore audiovisivo svizzero, molti partecipanti vorrebbero che il programma "Connect to Reality" offra future discussioni più equilibrate, creando una dinamica costruttiva nei temi della distribuzione, della produzione e della creazione di film svizzeri.

Inoltre, tutti i professionisti presenti hanno sottolineato l’urgenza di istituire in Svizzera un sistema – come esiste ormai nella maggior parte dei paesi occidentali - che preveda il reinvestimento nel settore audiovisivo nazionale di buona parte degli importanti profitti guadagnati ogni anno dagli operatori via cavo e dai protagonisti rilevanti nel digitale, ricordando che gran parte delle loro risorse derivano da immagini (film) prodotte in Svizzera e nel mondo.

All'apertura di questa giornata di riflessione, un dibattito sulla creazione ha riunito il regista e autore svizzero Jacob Berger, il cineasta indiano Sanal Kumar Sasidharan e la produttrice franco-polacca Maria Blicharska. Durante questa tavola rotonda, è stata sottolineata l’importanza di trovare modalità di finanziamento più flessibili, che permettano di incoraggiare la creatività nel settore audiovisivo. Hanno ricordato che la sceneggiatura è un oggetto in continua trasformazione e non può costituire il solo criterio come più importante valutazione di un progetto audiovisivo.

Il lavoro alle diverse tavole rotonde ha rivelato molteplici spunti innovativi di riflessione, in particolare nella formazione. Se, a livello della formazione, la maggior parte dei partecipanti ha rifiutato l’idea della creazione di un’unica scuola nazionale di cinema, si è auspicato che la mobilità tra le scuole svizzere fosse più favorita a livello di Bachelor e completato da un Master nazionale di cinema, con specializzazioni per ogni professione dell’audiovisivo.

Gli studenti in cinema dovrebbero poter “connettersi alla realtà” con il sostegno di mentori, sperimentando di più la realizzazione di film attraverso stage entrando così, in contatto più rapidamente con i produttori.

Quanto alla mancanza di continuità nell'attività cinematografica, è dovuta alla mancanza di distinzione, nei circuiti finanziari dell'industria audiovisiva svizzera, tra nuovi arrivati ​​e professionisti esperti, le relazioni spesso tese tra autori e produttori e la mancanza di sceneggiatori professionisti che lavorano sul territorio svizzero. Tra le proposte, l'idea di introdurre un «slate funding» per gli autori, sul modello europeo, che permetterebbe loro di sviluppare simultaneamente almeno tre progetti - in associazione con uno o più produttori.

Infine, è stato osservato che i progetti presentati alle commissioni d’incoraggiamento selettivo che hanno già un sostegno forte da un gruppo coerente di operatori della catena di produzione e di distribuzione, dovrebbero essere automaticamente supportati. Tale misura avrebbe l'effetto di consolidare, come tutti desiderano, il potere decisionale dei produttori, rafforzando così la loro capacità imprenditoriale. Si potrebbe anche considerare la creazione di un sistema di «ovni track» per incoraggiare nuovi formati e progetti innovativi, così come un «fast track» sul modello canadese, che permetterebbe ai registi, in particolare ai più giovani, di fare un film con pochi mezzi ma più rapidamente e con un reale rischio di partecipazione artistica.

Con questo terzo appuntamento di Connect to Reality, i professionisti del settore audiovisivo svizzero hanno analizzato, in definitiva, i punti di forza e di fattibilità di un sistema d’incoraggiamento della creazione indipendente apportando delle idee innovative per rinforzare, in futuro, la continuità delle relazioni tra gli autori e i produttori.

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