Pardo alla Carriera

Fredi M. Murer, Pardo alla Carriera 2019

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Mario Adorf, Pardo alla Carriera 2016

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Bulle Ogier, Pardo alla Carriera 2015

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Marlen Khutsiev, Pardo alla Carriera 2015

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Jean-Pierre Léaud, Pardo alla Carriera 2014

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Victor Erice, Pardo alla Carriera 2014

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Sergio Castellito, Pardo alla Carriera 2013

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Otar Iosseliani, Pardo alla Carriera 2013

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Pardo alla carriera a Fredi M. Murer

20 film, quasi 60 anni di carriera; un’opera importante che scandisce e spesso anticipa le varie tappe del rinnovamento del nostro cinema. Da quando si vota al cinema, nella Zurigo degli anni Sessanta, Fredi M. Murer è rimasto una persona modesta, rimarchevole e impegnata, ma lontana dai clamori dello spettacolo e dai dettati del box office.

I suoi primi lavori sono film ritratto, anticonvenzionali e anarchici, con cui scopre il cinema non come mezzo ma come necessità stessa dell’espressione. Poi gira Wir Bergler in den Bergen sind eigentlich nicht schuld, dass wir da sind (1974), film che rompe gli schemi classici del documentario, spazzando via i luoghi comuni mutuati dal cinema svizzero d’anteguerra, di montagne e pastori eredi di ontologiche certezze.

Con Grauzone (1979) approda alla «fiction», che diventa espediente per radiografare la realtà con una tecnica immersiva in cui la vita è un film e il regista stesso un’immagine. In una prospettiva iconografica ci immerge anche Falò. Fuoco alpino (1985), capolavoro con cui riesce a evocare con uno sguardo etnografico, come in una tragedia greca, l’indicibile. Una summa della sua opera e di temi caratterizzanti il cinema svizzero: il conflitto tra padre e figlio, i turbamenti dell’adolescenza, la fuga, la realizzazione identitaria, l’evocazione di una vita arcaica.

Connettere il cinema elvetico passato con quello futuro, creare una continuità che in questo momento ancora manca presso il pubblico svizzero e il suo vissuto cinematografico. È quanto si è accinto a fare Murer nell’ultimo periodo creativo, con i lungometraggi a soggetto: Vollmond (1998), che ha l’ambizione del grande cinema, pur rimanendo un film d’autore; Vitus (2006), manifesto per l’infanzia che ha toccato un largo pubblico; Jetzt oder Nie (2014), una commedia che è una sorta di diario intimo nascosto nella finzione.

Quello che gli interessa è il limite sottile tra realtà e artificio, quel momento sospeso in cui il mondo che ci circonda diventa, tramite la creatività artistica, «qualcosa di diverso».

Domenico Lucchini

 

Istituito nel 2010 il Pardo alla carriera è un omaggio del Locarno Film Festival a una o più personalità riconosciute nel mondo del cinema. All’interno di quest’omaggio, oltre alla cerimonia di premiazione in Piazza Grande, è prevista una conversazione con il pubblico e una piccola retrospettiva.

Tutti i premiati: 

  • 2010 Francesco Rosi
  • 2011 Claude Goretta, Bruno Ganz e Claudia Cardinale
  • 2012 Johnnie To, Harry Belafonte, e Peter-Christian Fueter
  • 2013 Sergio Castellito
  • 2014 Victor Erice
  • 2015 Marlen Khutsiev e Bulle Ogier
  • 2016 Mario Adorf e Jane Birkin
  • 2019 Fredi M. Murer

 

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