News from the Locarno Festival
 

Baumann, Pfiffner, Tschäppeler, Dayton & Faris, Kazan, Dano

Baumann, Pfiffner, Tschäppeler, Dayton & Faris, Kazan, Dano

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Image Problem – Concorso internazionale

Simon Baumann (regista)
«Ci siamo occupati della Svizzera per tre anni e abbiamo notato una grande differenza tra la percezione di chi l’osserva dall’estero e di chi vi abita. Volevamo quindi realizzare un film satirico e divertente che ci aiutasse sia a capire l’immagine che il nostro paese dà di sé, sia a rispondere alla domanda: che Svizzera vogliamo?»

«Il nostro non è un film che mostra tutti gli aspetti della Svizzera dedicando a ciascuno lo stesso spazio. Il nostro scopo è fare satira, e quindi abbiamo acuito gli aspetti che ci parevano più significativi: sappiamo tutti che il nostro paese ha molte sfaccettature che noi abbiamo scelto di tralasciare.»

«Dal punto di vista giuridico ci è stato detto che bastava chiedere alle persone che abbiamo ripreso il loro consenso verbale ad apparire nel film. Alcune in principio hanno dato il loro benestare e hanno voluto tirarsi indietro solo in un secondo tempo, ma per noi le loro dichiarazioni erano ormai fondamentali per la struttura della narrazione; così abbiamo mostrato le loro testimonianze in forma anonima.»

Andreas Pfiffner (regista)
«Nel film ci siamo dedicati solo alla Svizzera tedesca: è stata una scelta obbligata, perché non sappiamo né il francese né l’italiano, ed è molto difficile fare satira se non si conosce la lingua dell’interlocutore. Avremmo voluto parlare del Ticino, ma non abbiamo osato.»

«Il nostro rapporto con le persone che abbiamo intervistato è stato molto vario: alcune, nonostante esprimessero idee razziste, erano molto simpatiche e a film concluso ci hanno invitato a cena; altre ci hanno cacciato via.»

Andreas Pfiffner e Simon Baumann (registi)
«Avevamo moltissimo materiale da selezionare al momento del montaggio, ma il percorso era chiaro: sapevamo che storia volevamo raccontare sin dall’inizio. Infatti girare Image Problem non ha mutato la nostra opinione sulla Svizzera, però ci ha dato un nuovo punto di vista su di essa: ci ha sorpreso per esempio che per molte persone sia naturale, parlando dei rapporti tra la nostra patria e l’estero, usare espressioni xenofobe. Il nostro non è un film sul razzismo in Svizzera, ma certo la tematica è ricorrente.»

Roman Tschäppeler (produttore)
«Non è stato facile trovare i finanziamenti per Image Problem: molti sono spaventati dalle idee innovative e le rifiutano. Infatti Simon e Andreas hanno cercato d’aprire una nuova via girando un documentario che si basa sui suoi protagonisti e estremamente incentrato sulle interviste. Il loro scopo era trovare la vera Svizzera.»

 

Ruby Sparks – Piazza Grande

Jonathan Dayton (regista)
«Quel che ci piace di Ruby Sparks è che non cerca di spiegare la magia: la magia c’è sempre, è un fatto della vita.»

«Gli Stati Uniti lottano continuamente per esercitare il loro controllo e potere. Ci piace come il film affronta queste tematiche: spinge il pubblico a confrontarsi con esse restando al contempo un’opera divertente.»

«È stato fantastico potersi occupare ancora della famiglia, filmare un gruppo di persone. Banderas è stato grande: sullo schermo si immedesima completamente nel suo personaggio.»

Valerie Faris (regista)
«È divertente parlare di controllo in relazione alla professione del regista: siamo come Calvin di fronte al personaggio di Zoe, non abbiamo veramente il controllo.»

«Abbiamo scelto come interpreti Zoe Kazan e Paul Dano per affetto: li conosciamo già da tempo. Il resto del cast l’abbiamo selezionato cercando di far sembrare la storia il più reale possibile. Volevamo dei grandi attori che potessero interpretare i loro ruoli al meglio, e quando Annette Bening e Antonio Banderas hanno letto il copione e deciso di partecipare senza indugio al film è stato un grande onore.»

Zoe Kazan (attrice e sceneggiatrice)
«Non eravamo interessati a girare una science-fiction; volevamo trattare il tema dei rapporti umani: ci si innamora prima dell’idea di qualcuno, e soltanto dopo se ne scopre la vera personalità e si impara a conoscersi ed accettarsi.»

«Con questo film si apre la porta dell’immaginazione in una stanza reale: cerchiamo di usare la magia per parlare della quotidianità.»

«Il lavoro di mio nonno è stato un fondamento per la storia della recitazione; io naturalmente ne sono stata influenzata, ma in realtà non l’ho praticamente conosciuto; so solo di avere un grande nonno, ma a livello personale è tutto qui.»

Paul Dano (attore)
«Ruby Sparks è il film più importante della mia carriera, ma d’altra parte ogni ruolo che interpreto mi sembra il più importante; certo questo è il più speciale. Erano tutti molto intenti e concentrati, e questo per me ha significato molto.»

«Poter guardare alla coppia formata da Valerie Faris e Jonathan Dayton durante l’elaborazione del film è stato di grande aiuto per me e Zoe.»

«Zoe ed io abbiamo passato talmente tanto tempo sulla sceneggiatura che per un personaggio chiamato Mort non avremmo mai immaginato Banderas come interprete. In realtà è andata benissimo. Quando fai un film ogni cosa può aprire la strada a nuovi e diversi sviluppi.»

«È un film sulla condizione umana, come un mito greco: vale per tutti.»

Sara Groisman

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