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Un tris di diavolesse per catastrofi peccaminose

Un tris di diavolesse per catastrofi peccaminose

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Tre amiche sono invitate a fare le damigelle d’onore al matrimonio di un’ex compagna di liceo che all’epoca prendevano in giro. Invidiose e amareggiate dal fatto che il loro zimbello di gioventù, poeticamente soprannominato Pig Face, abbia trovato l’anima gemella battendole sul tempo, le tre single faranno di tutto, intenzionalmente o meno, per rovinare la cerimonia.

Commedia catastrofica incentrata sui sentimenti e i comportamenti più ignobili, Bachelorette fa parte di un progetto ambizioso e molto originale della drammaturga, sceneggiatrice e regista Leslye Headland, che qui firma il suo primo lungometraggio cinematografico ma che ha già all’attivo un’opera teatrale composta da una serie di lavori sui sette peccati capitali.

In origine Bachelorette era una pièce sulla gola, ma il film stila un elenco pressoché esaustivo di peccati quali l’invidia, la lussuria o l’ira declinati, nel corso di questa folle notte di disastri, dissolutezza e psicodrammi, in una valanga di situazioni e battute esilaranti.

La regista punta il dito su difetti e bizzarrie delle sue contemporanee, giovani belle e ricche che sembrano aver perso ogni riferimento morale così come il senso della realtà (si veda il ruolo fondamentale che nella storia riveste l’abuso di cocaina), e mette in scena una feroce satira della borghesia bianca americana. Questo trio di diavolesse è interpretato da ottime attrici, tanto belle quanto divertenti e talentuose.

Sotto lo smalto dell’eleganza e dell’autocontrollo, Kirsten Dunst è un impressionante mostro di gelosia e frustrazione. Isla Fisher, all’anagrafe signora Sacha Baron Cohen, è una delle attrici più in vista della nuova commedia americana. Quanto a Lizzy Caplan, è dotata di un temperamento comico straordinario, già ammirato sia al cinema sia in televisione.

Olivier Père

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