News from the Locarno Festival
 

Un anno sopravvissuto pericolosamente

Un anno sopravvissuto pericolosamente

Share:

Bastano poche inquadrature per intuire che E Agora? Lembra-me non è un film come tutti gli altri. Molto più di una voce narrante, capace di saltare d'intuizione in intuizione e far passare le quasi tre ore tutte d'un fiato, a imporsi è la voglia di prendere di petto quell'impasto di ironia e tragedia, di dolore e gioia che compone una vita. Come annuncia il titolo, il film gioca su una distopia: il presente («E agora?» – E ora?) in tutta la sua incertezza si prolunga nel passato («Lembra-me» – Ricordami), imposto come un imperativo.

Sullo sfondo la concezione di Pier Paolo Pasolini, «Amo il cinema perché con il cinema resto sempre a livello della realtà». Anche Joaquim Pinto, fonico, produttore, regista – compagno di viaggio di Jean-Claude Biette, Serge Daney, Paulo Rocha e João Monteiro – ama il cinema perché gli permette di essere su un piano d'uguaglianza con le cose. Con il cinema ha fatto la sua vita e ora che si trova a lottare con la malattia usa il cinema per trasformarla in poema visivo. Nel film un'immagine ricorre. Come una metafora. O un manifesto. Gli adorati cani del regista e del suo compagno si strusciano sull'erba, a pancia all'aria. È la posizione più indifesa per un animale, che l'adotta solo quando ha di fronte qualcuno di cui si fida ciecamente.

Carlo Chatrian

Follow us