News from the Locarno Festival
 

Fermo immagine

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Un film come Umbracle nel suo ostinato rifiuto di una narrazione, nel suo mescolare generi, luoghi, situazioni può apparire come un puro prodotto estetico; come notava Jonathan Rosenbaum, dopo la proiezione al festival di Cannes nel 1972, il film racchiude invece un “laconico ritratto della Spagna contemporanea”.

Un film anti-franchista nello spirito, che gioca con la complicità di un grande Christopher Lee, capace (secondo le parole dello stesso Portabella) «di fare la cosa più difficile per un attore, ovvero nulla». Lo stesso rapporto tra Storia privata e collettiva, tra politica e letteratura si ritrova nell’ultimo film di Lav Diaz, Norte, hangganan ng kasaysayan, che dall’ingombrante riferimento a Delitto e castigo si sviluppa a raccontare il presente della società filippina.

I film prodotti dai registi siriani sono un perfetto esempio di come documentare non sia mai un’attività innocente. Fare un film significa scegliere: si sceglie un soggetto, una porzione di spazio che lo racchiude, un punto e una distanza da cui filmarlo… Accogliere cineasti di varie generazioni che hanno preso la videocamera in risposta a una realtà che più non riconoscono vuol dire anche parlare di un altro tipo di cinema. Un cinema dell’azione che raccontando un paese cerca di cambiarlo.

A volte le immagini (fisse) traggono in inganno. Quel cielo sgombro da nuvole che, come in un’inquadratura di Ford, sembra farla da padrone è fuorviante. Nonostante i cipressi sullo sfondo piantati a intervalli regolari e quella che potrebbe essere la casa di una famiglia numerosa, alcuni dettagli (le finestre sbarrate, il giovane in piedi dallo sguardo inquieto) mettono sull’attenti. Short Term 12 è un film di interni, abitato da persone che faticano a stare dritte: preferiscono raggomitolarsi per non fare uscire dolori e rabbia.

Carlo Chatrian

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