News from the Locarno Festival
 

Blog del Direttore artistico
Editoriale

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“Le cinéma est mon langage,
et sans langage, je suis silencieux,
et dans le silence, je cesse d’exister.”
Stephen Dwoskin (1939-2012)

Prima di essere intrattenimento, strumento di conoscenza, risultato di un processo economico, prodotto di un immaginario (resistente o omologante), il film è il luogo in cui un soggetto fa sentire la propria voce. In un atto che è al tempo stesso sfrontato e generoso, impudico e intimo, offre questa “voce” a un altro “io” perché la viva, impastandola con i propri ricordi e le proprie emozioni. Questo assunto, in apparenza così assoluto, è vero tanto per i film indipendenti quanto per le “grosse macchine di sogni” che ogni anno si schiudono nello scenario unico della Piazza Grande.

Nell’apprestarmi a dirigere uno dei festival più ricchi di storia (e di storie), più coraggiosi (nel dare spazio a forme diverse di cinema), più affascinanti (per come sa far convivere professionisti e appassionati) più che indicare esempi di cineasti, di attori, di generi o opere che dovrebbero servire da faro ai naviganti vorrei pensare ai film della 66a edizione del Festival come ad altrettante “voci”. Ognuna con il proprio linguaggio, il proprio accento, il proprio timbro. Comporre un festival significa far convergere questa varietà di suoni in uno spartito coerente, un testo in cui le linee di fondo lascino la libertà necessaria a tracciare percorsi autonomi. 

Proprio come un film anche un festival ha bisogno di trovare il proprio linguaggio. Nel corso degli ultimi anni Locarno ha elaborato un timbro capace di modularsi per rispondere alle esigenze della stampa specializzata (con opere che sfidano le categorie acquisite) e del mondo dell’industria (selezionando film che hanno fatto il giro dei festival e interessato distribuzioni nazionali), del pubblico di appassionati (cui ha proposto un unico mix tra opere riconosciute e vere scoperte, tra classici del passato e film del “futuro”) e di quanti hanno condiviso l’esperienza della “Piazza Grande”. La voce di Locarno è il frutto di un lavoro che continua dal 1946 e che lo ha posizionato come un prezioso rilevatore di tutte le correnti che attraversano il cinema. Chiunque ha sentito questa voce sa quanto essa sia sinonimo di libertà e d’indipendenza. E chiunque assuma la direzione di questo Festival non può non proclamarsi fiero di questa tradizione e orgoglioso di esserne il continuatore, con il proprio accento e le proprie parole. 

Il Direttore artistico aggiorna regolarmente il suo blog personale:
http://www.pardolive.ch/it/Pardo-Live/Artistic-director-blog

e i suoi status a 140 caratteri su Twitter:
https://twitter.com/CarloChatrian

Carlo Chatrian

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