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All’altezza di un mondo bambino

All’altezza di un mondo bambino

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A ben vedere, il lungo tragitto che ha condotto il documentario a riconoscere l’innata capacità di realizzarsi del tutto proprio nel suo superamento, sarebbe stato più breve se subito posizionato ad altezza di bambino. Là sotto in realtà ci si innalza, si è costantemente sospinti verso l’alto, letteralmente ci si libra in volo. A quell’altezza le immagini sono talmente repentine e cangianti, che non esiste più realtà documentabile, se non quella elettrica e liberissima della finzione assoluta. I bambini più che giocare conducono il gioco, e costringono qualsiasi documentarista a porsi così tante domande sulla giusta distanza da trovare e mantenere, che immediatamente capisce di doversi inventare un mondo e un racconto del mondo il quale, letteralmente, sia alla loro altezza.

Così fa Daniel Touati in Frère et sœur, scegliendo di galleggiare sinuoso fra Cyril (cinque anni) e Marie (sua sorella maggiore, di otto), e facendosi a tal punto invisibile da diventare parte della loro danza e del loro movimento perpetuo. Questa invisibilità situa anche lo spettatore in una zona indefinita, molto simile alla fantasia musicale che caratterizza la vita dei due fratellini. Ciò che in verità viene davvero documentato è il continuo slittamento dello sguardo, la necessità che ha di adeguarsi all’esperienza aperta e diseguale di Cyril e Marie, messi anch’essi alla prova, sedotti a loro volta dal gioco del cinema, ma più capaci di scivolare ai lati della realtà fino a farsi travolgere e poi a mettersela alle spalle come d’incanto. Per un attimo forse chi guarda questo continuo spettacolo di vita sperimentale sogna davvero di poter meditare su un evento giusto il tempo di passare a quello successivo, ma l’esperienza include anche una crescita inconscia in cui forse l’infanzia scompare misteriosamente.

 

Daniel Touati
After two years working with Cyril and Marie, I am still excited about their imagination, vivacity and humour. I wanted to take them seriously, shooting this documentary at their level. Not looking at them as "naïfs" children, but like two people who have been living a very strong relationship.

Lorenzo Esposito
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