News from the Locarno Festival
 

Il viaggio barocco si fa saggio

Il viaggio barocco si fa saggio

Share:

«Barocco è il mondo», diceva Carlo Emilio Gadda. Dunque tutt’altro che un’attitudine didascalica il ritrarlo, quanto invece la ricerca di un equilibrio quasi impossibile fra spirito e materia, nel groviglio di quello che si può definire come lo spettacolo della lingua. È qui infatti, secondo l’insegnamento dei grandi Maestri (da Borromini a Bernini), cioè proprio nell’esasperazione di questo conflitto permanente, che può celarsi il segreto della Sapienza. Ed è qui che Eugène Green cerca a sua volta il segno di una leggerezza perduta, seguendo le geometrie sinuose e abissali dell’architettura barocca come se fossero l’ipotesi profetica di uno sguardo interminabile, fondato tuttavia sul rapporto disarmonico e ironico fra arte e vita (da non dimenticare che Théâtre de la Sapience è anche il nome della compagnia teatrale fondata da Green sul finire degli anni Settanta). Ne è consapevole anche il suo protagonista Alexandre, un architetto di fama, che decide di affrontare una lunga crisi esistenziale e creativa partendo con la moglie Aliénor per un viaggio in Italia (ogni riferimento a Roberto Rossellini è puramente voluto).

Da Stresa a Torino e infine Roma. Qui ad attenderlo, fra le altre, c’è la straordinaria opera di Borromini, Sant’Ivo alla Sapienza, dove l’organicità finale è ottenuta attraverso un incredibile smantellamento spiraliforme dello spazio. Sulla loro strada i due incontrano un’altra coppia, formata da due giovanissimi, fratello e sorella, che diventano loro malgrado l’origine speculare della medesima crisi, ma anche della stessa volontà di rigenerazione. Un film-saggio, ispiratamente giocoso e anti-naturalistico, che riflette sul duplice mistero della bellezza e dell’amore: non c’è cerchio perfetto che nasca senza la rivoluzione di tutte le linee.

 

Eugène Green
The “crisis” faced by Europe is deep and goes beyond the explosion of unemployment and dysfunction of liberal capitalism. Most people live today without defined space where they could find shelter and light. This was the traditional role of architecture and today (I guess) is the function of cinema.

Lorenzo Esposito
Useful links

Follow us