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Nuovo Cinema Titanus

Nuovo Cinema Titanus

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Difficile immaginare oggi una figura paragonabile a Goffredo Lombardo, l’uomo che ha reso indimenticabile lo scudetto della Titanus, a cui è dedicata la retrospettiva di quest'anno Titanus – Cronaca familiare del cinema italiano a cura di Sergio M. Germani e Roberto Turigliatto. Erede di una società di distribuzione e di produzione che aveva già vissuto momenti di gloria fin dall'epoca del muto, figlio di una diva delle origini del cinema italiano (l'affascinante Leda Gys), Lombardo si trova a dirigere giovanissimo la società di famiglia, intercettando subito le trasformazioni in atto nell'Italia post-bellica e i desideri dei nuovi spettatori, ammaliati dalle pellicole americane ma in cerca di un cinema che si facesse interprete di una società in continua e frenetica evoluzione.

Proprio nella rapidità delle scelte e nella preveggenza per lo “slittamento progressivo del piacere”, Goffredo Lombardo si dimostra fin dall'inizio un imprenditore capace di guidare la Titanus a una produzione fiorente e diversificata, puntando su forme popolari del neorealismo: dagli splendidi melodrammi di Raffaello Matarazzo (di cui si possono vedere in questi giorni diversi esempi, da I figli di nessuno a L'angelo bianco, fino all'ultimo film, Amore mio, in dialogo con il capofila Catene) alla serie Pane amore e... che consacrerà Gina Lollobrigida, oltre ad aprire un filone di opere di ambientazione rurale e dalle forti caratterizzazioni dei personaggi.

Ma accanto alle operazioni che cercano un consenso popolare (già iniziate dal padre Gustavo, primo a portare Totò sullo schermo), il giovane Lombardo dimostra una spiccata sensibilità per gli esordienti, dando la possibilità a Pietrangeli di firmare Il sole negli occhi, ritratto delicato della domestica Celestina, ragazza di campagna stregata dalle luci della città, che apre la galleria di intensi personaggi femminili che caratterizzano le produzioni d'autore della Titanus. Ma anche stringendo un sodalizio con Lattuada, interprete – in chiave politica – dell'imborghesimento degli strati popolari italiani nella crescita economica degli anni Cinquanta (Scuola elementare, La spiaggia fino al successivo e sorprendente Dolci inganni). Mentre con autori come Fellini, Rossellini e Antonioni la collaborazione sarà solo episodica (Il bidone, Viaggio in Italia, Le amiche).

Dopo la comparsa della televisione, e la conseguente crisi degli incassi cinematografici, Lombardo mette in pratica semplici intuizioni: ha l'idea di portare il cinema dentro il piccolo schermo per scardinarlo dall'interno (in Totò lascia o raddoppia?), comprende l'importanza del pubblico giovanile, cui sono rivolti la serie Poveri ma belli e il fenomeno dei musicarelli, ma soprattutto punta su un cinema che possa raggiungere un pubblico oltre i confini nazionali. Un grande sogno, utopico e glorioso, che porterà alla collaborazione con Visconti in due film indimenticabili: prima Rocco e i suoi fratelli, poi Il Gattopardo, nel quale Lombardo sceglie di investire ogni sua risorsa. Un ritratto di un principe colto e ironico, lungimirante e malinconico, che ricorda questo grande produttore diventato negli anni interlocutore di riferimento per autori come Zurlini (che accompagnerà lungo la sua carriera, da Estate violenta fino a La prima notte di quiete), Bolognini (La corruzione), Olmi (I fidanzati), fino agli esordi di Argento (L'uccello dalle piume di cristallo) e di Tornatore (Il camorrista).

Daniela Persico
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