News from the Locarno Festival
 

Le stelle di #Locarno68

Cécile de France, one of Locarno68’s guests, in “La Belle Saison”.

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Edward Norton will be in Locarno to receive the Excellence Award Moët & Chandon.

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Andy Garcia, Leopard Club Award 2015.

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Sarà la chitarra di una Meryl Streep a segnare il sound di partenza di #Locarno68. Ricki and the Flash è il film d’inaugurazione in Piazza Grande che porta la firma di un grande regista come Jonathan Demme (già premio Oscar per Il silenzio degli innocenti) e che fa da start simbolico per un tappeto rosso, mai come quest’anno, dagli aromi hollywoodiani.

Basti pensare al tandem di personalità che arriveranno in riva al Lago Maggiore per ricevere l’Excellence Award Moët & Chandon e il Leopard Club Award.

Da una parte il genio e la versatilità di uno dei più grandi attori della scena contemporanea: Edward Norton.

Dall’altra, Andy Garcia il cui nome è già sinonimo di fascino, carisma ed eleganza. Punte di diamante a cui si aggiungono il Pardo d’onore Swisscom a Michael Cimino (autore di film cult come Il Cacciatore), così come la nuova stella della comicità a stelle e strisce, Amy Schumer, sul palco e sullo schermo di Piazza Grande assieme a Bill Hader per il film Trainwreck di Judd Apatow.

Se poi dall’America passiamo all’Europa, la passerella locarnese non potrà non parlare francese, grazie al Pardo alla carriera a un’icona della Nouvelle Vague (ma non solo) come Bulle Ogier, ma anche grazie a presenze di calibro che si sparpagliano ovunque.

Nel Concorso internazionale fa capolino Sabine Azéma, già musa per tanti film di Alain Resnais, ora protagonista di Cosmos di Andrzej Zulawski; nei Concorso Cineasti del presente, ecco l’accoppiata Melvil Poupaud e Clémence Poésy (Le Grand Jeu); in Piazza Grande, invece, per accompagnare La Belle Saison, troveremo la bellezza sbarazzina di Cécile de France, a suo agio nel dramma sentimentale così come altre volte lo era stata nei registri della commedia. Sono i viavai del Festival che a volte, a Locarno, si configurano anche come graditi ritorni.

Lo è quello della grande signora svizzera del cinema internazionale, Marthe Keller, protagonista dell’ultimo film di Barbet Schroeder Amnesia, così come lo è – complice La Vanité di Lionel Baier ­– quello della spagnola Carmen Maura che al Festival era già stata omaggiata nel 2007. E che Locarno mantenga un dialogo tra le scoperte di ieri e di oggi lo testimonia il rapporto col cinema italiano.

Oltre all’arrivo di Mario Martone, il Pardo d’onore Swisscom a Marco Bellocchio è il premio alla carriera di un grande regista che proprio 50 anni fa, con I pugni in tasca, qui aveva trovato il suo battesimo internazionale. Riconoscimento che è anche un auspicio perché in tanti, partendo da #Locarno68, possano imitare lo stesso percorso.

Lorenzo Buccella
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