News from the Locarno Festival
 

Il Festival di Lara Gut

Il Festival di Lara Gut

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Spettatrice da bambina, attrice da grande. Sono le esperienze vissute a Locarno
 dalla campionessa mondiale di sci.
 Che ama tutto del cinema, ma se le fate vedere un horror...

 

Con gli sci è riuscita a strapparci il respiro e a sfidare quel cronometro che quest’anno l’ha incoronata campionessa del mondo, mettendosi alle spalle tutte le avversarie. Perché se c’è una ragazza ticinese che nella scorsa stagione si è guadagnata le copertine di tutto il mondo, è sicuramente Lara Gut. Un’atleta dal talento cristallino che al Festival del film Locarno, qualche anno fa, si era fatta conoscere e apprezzare anche in altre vesti – per lei più inusuali – come quella di attrice. L’edizione è quella del 2012 e la sciatrice di Comano salta sul grande schermo, diventando una delle protagoniste del film Tutti giù del regista ticinese Niccolò Castelli, passato all’interno del Concorso Cineasti del presente. L’effetto? Boom di consensi, sale piene a ogni replica e tanta emozione e curiosità, soprattutto per la stessa Lara Gut.

Be' sì, per me è stato davvero qualcosa di entusiasmante, una vera e propria esperienza che mi ha arricchito. Magari non te ne rendi subito conto, ma alla fine il fatto di essermi messa in gioco come attrice mi ha fatto scoprire molte cose di me. Io, da sportiva, sono abituata a combattere contro il cronometro; qui la sfida è stata diversa e mi sono dovuta confrontare con un’altra professione che ti richiede un impegno al cento per cento.

E qual è stata la sensazione di ritrovarsi in un contesto festoso come quello locarnese e vedersi proiettata sul grande schermo?

Guarda, già il mio arrivo a Locarno ha avuto un suo côté
 hollywoodiano, perché in quel
 periodo io ero impegnata con i
 miei allenamenti a Zermatt, per cui, per essere presente alla prima, sono atterrata a Locarno in elicottero. Poi, una volta lì, è stato fantastico condividere l’emozione con tutte le persone con cui avevo vissuto l’esperienza del set. Rivedersi poi in quel luogo magico che è il grande schermo è stato qualcosa che fai fatica a dimenticare, è totalmente diverso che vedermi in televisione come sciatrice.

Ma tu eri già stata in passato al Festival di Locarno da spettatrice?


Sì, ci sono stata varie volte negli anni precedenti quando ancora passavo più tempo in Ticino durante l’estate e i miei ritmi da atleta erano meno serrati ed incalzanti. Quindi avevo già provato la situazione meravigliosa di trovarmi in Piazza Grande e di godermi un film in tutte le differenti situazioni atmosferiche. Anche sotto la pioggia una volta, perché il bello del Festival è anche questo e mica ci si scioglie a guardare un film in quelle condizioni. Ma al di là degli scherzi, a volte non ci si rende conto di quanto possano essere belli posti a noi vicini come Locarno. Diciamoci la verità: Locarno, durante il Festival, con la sua piazza emana un’atmosfera unica, è un luogo che pulsa di vita.

A proposito di vita, anche il tuo personaggio nel film di Niccolò Castelli ha dei risvolti attinti alla tua autobiografia?

In realtà, pochi. Per motivi pratici ci sono le immagini della mia caduta a St. Moritz del 2008 o di altre gare, ma poi tutto è stato tradotto in finzione. Nel film, il personaggio ha un rapporto conflittuale con la madre, cosa che nella realtà non è per niente così. Poi, va da sé, in Tutti giù Niccolò ha voluto diversi personaggi giovani nel momento delicato del passaggio all’età adulta e quindi costretti a confrontarsi con fragilità e spaesamenti che accomunano tutti. Con me ci si è focalizzati sulla figura di un’atleta che di colpo scopre il cono d’ombra della propria solitudine.
 L’obiettivo era raccontare una storia con tutta la sua evoluzione, non mostrare un documentario sulla mia vita e il grande lavoro sul personaggio di Chiara è stato proprio riuscire a lavorare su queste differenze sottili ma sostanziali.

È il cinema, insomma, che allarga gli orizzonti. È qualcosa che provi anche quando torni a essere semplice spettatrice di un film?

Posso dirti che sono una spettatrice curiosa, anche se negli ultimi anni i miei appuntamenti con il cinema si sono fatti molto rari. Però per me, il grande schermo rimane un posto magico che ha il potere di trasportarti in altre dimensioni grazie alla capacità di raccontarti le storie. Oggi possiamo vedere film su tantissime piattaforme, ma la sala ha un fascino che non si può sostituire. Per quel che concerne i miei gusti, non ho delle preferenze particolari, mi piace lasciarmi sorprendere. Se da ragazzina ho avuto una predilezione per il cinema d’azione, poi ho iniziato a scoprire e a gustarmi anche altri tipi di pellicole. C’è solo un genere che proprio non riesco a farmi piacere. Mettetemi un horror sullo schermo e be’ avete trovato anche l’unico motivo per farmi alzare dalla poltroncina e uscire dalla sala.

 

Lorenzo Buccella
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