News from the Locarno Festival
 

Omaggio a Clemens Klopfenstein

Histoire(s) du cinéma: Cinéma suisse redécouvert

Omaggio a Clemens Klopfenstein

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Il matrimonio tra il Festival del film Locarno e la Cinémathèque suisse ogni anno si rinnova, con regali speciali. Almeno due, in questo 2016, riguardano il regista bernese Clemens Klopfenstein, poeta della notte, luogo e spazio cinematografico che lui con la pellicola ha saputo rendere unico, filmandola in diverse città del mondo in Geschichte der Nacht. Un capolavoro sperimentale – come sottolinea il direttore della cineteca Frédéric Maire – che ha spesso avuto la sventura di essere presentato in musei, sale e festival in copie pessime. Ma con il restauro digitale che ha visto collaborare la Cinémathèque suisse, l’associazione Memoriav, l'Università di Basilea e il cineasta stesso intorno al laboratorio Cinegrell, recupera tutta la sua bellezza e unicità. Per restituirla a noi nella sezione Histoire(s) du cinéma, dell'autore vedremo anche l'on the road disorientante, letteralmente e non solo, WerAngstWolf, con Bruno Ganz. Se Klopfenstein sarà proposto all'alba del Festival (3, 4 e 5 agosto, al Teatro Kursaal), un'altra sorpresa arriverà il penultimo giorno, il 12, all'Auditorium FEVI. Imperdibile tra le proposte della Cinémathèque suisse è infatti anche L'Inconnu de Shandigor, un cult del 1967 in cui Jean-Louis Roy lavora con ironia e inventiva sul genere, con l'antieroe Von Krantz, scienziato pazzo atipico (lui il mondo vuole salvarlo a tutti i costi, non dominarlo né distruggerlo) e un Serge Gainsbourg “capo dei calvi” tutto da (ri)scoprire. Soprattutto nel restauro in 4K della Cinémathèque suisse, fatto a partire dal 35mm, dal negativo originale.

Tra Klopfenstein e Roy, infine, la retrospettiva che percorrerà tutta la rassegna e che coinvolgerà come sempre l'archivio nazionale del film: in questo caso il cinema della giovane repubblica federale tedesca ha rappresentato una sfida decisamente complessa. Vinta.

Boris Sollazzo

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