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Pardo per la miglior interpretazione maschile: Andrzej Seweryn – OSTATNIA RODZINA

Concorso internazionale

Andrzej Seweryn

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Solo i grandi attori possono, nella stessa carriera, indossare la scomoda divisa delle SS in un film seminale come Schindler’s List e vestire quelli dimessi di un anziano signore, autoironico e fragile, vittima delle proprie fantasie che l’hanno reso, in passato, un grande artista. Vittima e (ancora) carnefice, dunque, di se stesso, del mondo che ha costruito fuori e dentro di sé. Di quell’immaginario post-apocalittico, di quell’essere ora il simulacro dell’artista di culto che fu. E allora, adesso, quegli incubi divertenti in cui Alicia Silverstone giganteggia, li combatte, sapendo di non volervi rinunciare. L’affresco contemplativo e potente Ostatnia rodzina (The Last Family) ha in lui il cardine, il prisma attraverso cui vivere una famiglia eccentrica e che perde progressivamente il proprio centro, mai avuto. A partire da quella donna che cerca di tenerla insieme, di tenerli insieme, a quel figlio dj e traduttore dei Monty Python, schiacciato da ciò che vorrebbe essere. Seweryn qui non è solo protagonista ma nostromo di una nave in tempesta, demiurgo di un nucleo che nelle sue bizzarrie cela l’orrore che lui ha sublimato nei suoi capolavori. E con cui forse l’ha contagiato.
Solo grazie a lui, grazie a quei colloqui con chi lo cura che puntellano il film dividendolo in atti, cominci a intravedere le crepe che si stanno aprendo, il crollo imminente. Solo per le sfumature della sua interpretazione lo spettatore viene inghiottito nella precarietà emotiva che fa vibrare le corde di chi la guarda e di chi la vive nell’incertezza di ciò che aspetta tutti, sullo schermo e fuori, nel caos calmo di più vite che si stanno frantumando.
In queste due ore, più ancora che in tante altre opere, capisci che quello straordinario attore è tutti i suoi straordinari personaggi e nessuno di essi. E che, come Robin Williams in One Hour Photo (a cui somiglia, qui, in modo inquietante), dimostra di essere interprete totale, capace di precipitarci laddove qualcuno avrebbe solo avuto paura ad affacciarsi. 

 

Boris Sollazzo
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