News from the Locarno Festival
 

The Challenge

Concorso Cineasti del presente

The Challenge

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Dopo una serie di opere brevi proiettate in decine di festival internazionali, a partire dalla rivelazione con Il capo a Venezia nel 2010, e presentate in musei, gallerie e biennali d’arte, per Yuri Ancarani la sfida del titolo (The Challenge) è anche quella di affrontare il suo lavoro produttivamente più ambizioso, e spingersi per la prima volta oltre la soglia dei 60 minuti. Oltre che eccellere in quella tensione formale tipica del suo sguardo, Ancarani è un maestro nelle sottili arti della diplomazia, della perseveranza e dell’infiltrazione, che gli hanno garantito accesso a luoghi che il suo stile svela con la potenza della prima volta, che siano le cave di marmo di Carrara, una camera iperbarica ad alta profondità, una sala operatoria robotizzata o uno spazio mediatico per eccellenza come lo stadio milanese di San Siro. Questa volta il viaggio è stato più lungo – è iniziato con la surreale foto dell’interno di un aereo di linea, svuotato dei sedili e affollato di rapaci e uomini in tunica e ghutra – e lo ha condotto in Qatar, dove eventi sportivi e grandi investimenti in arti e cultura servono a impressionare gli occidentali, ma dietro le quinte è la falconeria la passione dei dignitari. Anche questa volta quindi gli esseri umani sono dei comprimari, non più rispetto a luoghi, tecnologie e architetture che li eccedono, ma in confronto ai preziosi volatili (e a un altro indimenticabile coprotagonista animale che non sveleremo), presenze misteriose, quasi sacrali, refrattarie alla messa in scena, che rendono ancor più evidente l’ispirazione herzoghiana del lavoro di Ancarani, aggiornata al confronto con lo spettacolo di un nuovo soft power.

 

Sergio Fant
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