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Vor der Morgenröte

Piazza Grande

Vor der Morgenröte

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© X Verleih

Il cinema tedesco contemporaneo attinge spesso a quel repertorio drammaturgico, dal potenziale tragicamente assicurato, rappresentato dall’avvento del nazionalsocialismo e dalla Seconda Guerra Mondiale, alternando protagonisti celebri a vittime e dissidenti minori, nell’inesauribile obbligo di riprocessare l’Olocausto. Alla sua terza regia, contando la co-direzione di Meschugge nel 1998 con il frequente sodale Dani Levy, l’attrice Maria Schrader fa con Vor der Morgenröte una scelta controcorrente: guardare a tutto questo attraverso il prisma della distanza e l’esilio americano dello scrittore austriaco Stefan Zweig, superstar letteraria internazionale, naturalizzato inglese per sfuggire al regime hitleriano, esiliato prima a New York poi in Brasile. Prolifico maestro del genere biografico, Zweig diventa lui qui oggetto di biografia, trattamento cui peraltro aveva sottoposto se stesso sotto il profetico titolo Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo, un anno prima della morte. Non mostrare l’Europa di quegli anni, il continente di cui Zweig aveva celebrato la comune identità e immaginato un futuro privo di divisioni e confini, trasmette più di tante tetre ricostruzioni d’epoca di ghetti e adunate proprio il dramma dell’esilio, il dolore per la scomparsa di un’intera civiltà. E l’effetto è amplificato dalla regia di Schrader, che da attrice sa bene come tempi e campi lunghi permettano alle sfumature di emergere, qui soprattutto attraverso lo spaesamento afflitto di Josef Hader nel ruolo principale. Inevitabile e prezioso che un film su Zweig, proprio oggi, ci faccia riflettere sullo stato dell’Europa, quando divisioni e minacce tornano a minarne la già debole unità: riusciremo ancora come lui a chiamarla la nostra «patria spirituale», o siamo già noi stessi in inconsapevole e domestico esilio?

 NB Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo = The World of Yesterday: Memories of a European (German title Die Welt von Gestern: Erinnerungen eines Europäers)

Sergio Fant
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