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5 vite da raccontare. Scrittori al cinema

Vor der Morgenröte

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© X Verleih

Poesía sin fin

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© Pascale_Montandon-Jodorowsky

Correspondências

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5 vite da raccontare. Scrittori al cinema

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© Silviu Ghetie

5 vite da raccontare. Scrittori al cinema

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All’apparenza non c’è niente di meno cinematografico della vita di uno scrittore, arte che vede nella solitudine e nella riflessione il momento della creazione. Eppure i biopic imperversano nei cinema, e in questa edizione del Festival si potranno scoprire le esistenze di cinque scrittori tra Europa e Asia. Storie di esilio e di grandi ideali politici, in una rosa di modi d’intendere il ruolo dell’intellettuale nella società e il rapporto tra fatti autobiografici e creazione artistica.

 

1. Stefan Zweig

Si inizia con Stefan Zweig, interprete di un’Europa in bilico tra due guerre mondiali, colto nei suoi viaggi tra Rio de Janeiro, Buenos Aires, New York e Petropolis in Vor der Morgenröte di Maria Schrader (Piazza Grande). Un viaggio attraverso l’America per parlare con estrema lucidità e preveggenza della complessa situazione europea, grazie alla distanza.

 

2. Alejandro Jodorowsky

Regista, poeta, burattinaio, fumettista, Alejandro Jodorowsky sta completando una serie di film autobiografici, in cui si dispiega la sua vita avventurosa e piena di sorprese. Poesía sin fin, presentato in Piazza Grande, si concentra sugli anni giovanili a Santiago, in cui il ventenne Alejandro insegue la poesia come orizzonte di libertà.

 

3. Jorge de Sena e Sophia de Mello Breyner Andresen

Costretto ad abbandonare il proprio paese per ragioni politiche, il poeta portoghese Jorge de Sena è emigrato prima in Brasile e successivamente negli Stati Uniti. Nella distanza ha maturato un rapporto ricco e prolifico con Sophia de Mello Breyner Andresen, uno scambio di lettere – su cui si basa Correspondências di Rita Azevedo Gomes (Concorso internazionale) – che partono dalle vicende quotidiane per diventare indagini sul senso della “parola”.

 

4. Max Blecher

Dopo il successo internazionale di Aferim!, il regista rumeno Radu Jude parte dal romanzo autobiografico del suo connazionale Max Blecher, morto a soli ventinove anni dopo un decennio di malattia. Inimi cicatrizate (Scarred Hearts, Concorso internazionale), ambientato in un sanatorio, è la storia di un amore, una malattia più forte di quella che attanaglia il corpo dello scrittore.

 

5. Wiji Thukul

L’esodo di un poeta lungo i confini dell’Indonesia: Wiji Thukul non è soltanto un artista, ma le sue parole sono fiamme lanciate contro il regime Suharto, diventano slogan declamati durante i tumulti di Giacarta nel 1996. Istirahatlah kata-kata (Solo, Solitude, Concorso Cineasti del presente) racconta della fuga nel Borneo del poeta e la necessità di trovare una copertura, mentre i suoi componimenti infervorano le folle.

Daniela Persico
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