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La Casa Bianca del Grande Fratello

Fuori concorso – The Reagan Show

La Casa Bianca del Grande Fratello

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Il presidente degli Stati Uniti al cinema lo abbiamo visto picchiare terroristi su un aereo (Air Force One), affrontare un maremoto (Deep Impact), corteggiare Annette Bening (The American President), ovviamente finire in scandali, esserne la vittima e persino corrompere a fin di bene (JFK, Nixon, Lincoln), oltre che come protagonista di almeno un paio di serie che hanno cambiato il mondo della tv (The West Wing e 24). Mai, prima, ne abbiamo visto uno vero in un reality da lui stesso voluto, perché The Reagan Show, documentario di Pacho Velez e Sierra Pettengill, affonda le mani nel repertorio voluto da quella presidenza, la prima a documentare ogni passo dell’uomo più potente del mondo con filmati professionali, una sorta di White House Tv 24 ore su 24. L’intuizione di cercarli e mostrarli è geniale: scopriamo, forse capiamo per la prima volta Ronald Reagan, attore già attivo negli anni ’30 che il suo ruolo più importante, però, lo ricoprirà negli anni ’80, interpretandolo come tale: non come esercizio di potere ma di adesione a un modello voluto dal popolo americano, dalle multinazionali e da una lobby politico-economica che ricorda quella di Donald Trump. Non è però politico il centro di gravità di quest’opera, ma piuttosto umano e comunicativo. Affascina questo Candide che percorre la Storia con un sorriso soave e spesso inconsapevole, che riesce a parlare di programmi spaziali contro il nucleare pronunciando, senza ridere, le parole “Star Wars” e “La forza è con noi”, che alla diplomazia del ping pong che Kissinger usò con la Cina sostituisce quella degli auguri di buon anno nel 1985, con Michail Gorbacev di cui, con sincero disappunto, invidia il successo dei media. E forse il segreto del mondo salvato da una catastrofe nucleare (forse solo rimandata) è più cinematografico di quello che crediamo: è stato tutto merito di due attori, sempre sorridenti, spesso strumentalizzati dai loro centri di potere, forse un po’ cialtroni, di sicuri capaci con un brindisi dove altri in passato fallirono. Molto anni ’80, come i capelli delle loro mogli.

Boris Sollazzo
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