News from the Locarno Festival
 

Olocausto invisibile

Țara moartă (The Dead Nation) – Signs of Life

Olocausto invisibile

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Le fotografie del passato che congelano un’istante e il cinema, nella versione di un documentario saggio, che le interroga. Tra l’apparenza di quello che rientra nel quadro rassicurante dell’immagine e il fuoricampo sonoro che si fa racconto dissidente e contrastante. Se nei suoi lavori precedenti (compreso Inimi cicatrizate – Scarred Hearts, vincitore a Locarno nel 2016 del premio speciale della Giuria) il regista rumeno Radu Jude aveva già scandagliato gli anfratti “negati” della storia del suo paese, con Țara moartă (The Dead Nation) si muove nella stessa direzione, affidandosi però a uno stile e a un passo più radicali e sperimentali. Riprende frontalmente una collezione di foto, scattate in una piccola località della Romania degli anni ‘30 e ‘40, e le pone in un rapporto dialogico e serrato con quanto non si vede. Così, le immagini statiche passano una dopo l’altra, cucite insieme unicamente da una voce fuori campo che rilegge parti estratte dal diario di un dottore ebreo, Emil Dorian, vissuto nello stesso contesto storico delle fotografie. Un racconto strabico che prende potenza proprio per quel continuo disaccordo che viaggia parallelamente all’immagine, portandoci a conoscenza di quanto avviene nel frattempo: la montata di un antisemitismo che sfocia in un olocausto, ancora oggi seppellito – o per lo più taciuto – nella coscienza contemporanea rumena. Evitando la didascalia diretta, il documentario si fa così divaricatore etico: la brutalità della parola disarciona le pose delle fotografie, senza toglierle da quel flusso ipnotico che è il corso della storia. Con tutti i suoi macigni nascosti e le sue perdite d’innocenza.

Lorenzo Buccella

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