News from the Locarno Festival
 

3/4 (Three Quarters)

Concorso Cineasti del presente

3/4 (Three Quarters)

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© Sutor Kolonko/Chaconna Films

Dopo i due film in concorso nell’edizione 2016 e il Pardo d’oro a Godless di Ralitza Petrova, era d’obbligo confermare uno spazio di visibilità a Locarno per l’emergente cinema bulgaro, questa volta con l’opera seconda ed esordio nel lungometraggio di Ilian Metev, che con il documentario Sofia's Last Ambulance aveva debuttato nel 2012 alla Semaine di Cannes. Metev conferma la devozione al rapporto tra soggetti in movimento e spazio della città, e se lì seguiva dall’interno di un’ambulanza gli spostamenti di un team di paramedici, qui sono un padre e i due figli, fratello e sorella, pochi anni di differenza a marcare la distanza tra infanzia e prime responsabilità, ad essere costantemente filmati nelle loro deambulazioni urbane. Ma la prospettiva è opposta a quella recentemente dominante del tracking shot a seguire su nuche di attori silenziosi per svelare lo spazio nel quale si addentrano; qui la camera precede e mostra volti, andature e gesti, in una sorta di campo/controcampo mobile di cui Metev sembra padroneggiare il segreto, e che diventa dispositivo ideale per cogliere le dinamiche del linguaggio, soprattutto quello ancora libero della giovinezza, con i suoi tormentoni, onomatopee, versi, ripetizioni e provocazioni. Tanto negli esterni, bagnati dalla luce di una strana stagione calda e sospesa, quanto in interni che diventano perfette cornici, a commuovere in 3/4 è il ritmo paziente, un rigore modesto nel ritrarre interazioni verbali e fisiche con una precisione discreta e rara, la padronanza di un repertorio ostinatamente delimitato e perfezionato, capace di generare ancora l’indispensabile scarto nel meraviglioso.

Sergio Fant
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