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Confini migranti

Granma | Ibi – Fuori concorso

A still from the film Granma

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A still from the film Ibi

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Migranti e migrazioni non sono certo tema nuovo nel cinema italiano, ma spesso autori e storie sembrano tornare ad affrontare tanto il dramma della fuga, quanto la piaga della mancata accoglienza e della xenofobia, con sguardi fermi alle prime diagnosi del problema, assecondando malgrado le migliori intenzioni un dibattito incapace di fare progressi, arenato tra pregiudizi e ingenuità rinforzati da false notizie e calcoli propagandistici. Ibi di Andrea Segre (con le immagini di Ibitocho Sehounbiatou) e Granma di Daniele Gaglianone e Alfie Nze fanno in questo senso un sospirato e importante passo avanti. Gaglianone e Nze abbandonando l’abituale e agevole punto di vista europeo per risalire la rotta migratoria e andare a cercare tra volti e colori nigeriani, partendo da un soggetto di Gianni Amelio, l’origine di una delle tante storie tragicamente concluse nel Mediterraneo. Segre perché, “dando cittadinanza” nel suo film alle fotografie e alle riprese realizzate dalla sua straordinaria protagonista, non solo celebra una esemplare storia di amore e di lotta, ma permette che l'auto-rappresentazione di una comunità straniera, quella africana in Campania, varchi i confini che il razzismo e la politica gli alzano intorno, per dimostrare chi oggi in Italia è ancora capace di immaginare diritti e futuro per sé e per una società che si ostina a ignorarlo.

Sergio Fant
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