News from the Locarno Festival
 

Mrs. Fang

Concorso internazionale

Mrs. Fang

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© Wang Bing

Mentre la realtà cambia continuamente veste e luce, non si può far altro che documentare questa eterna cangiante finzione atmosferica, consapevoli che, qualunque cronaca si voglia intraprendere, essa non sarà mai solo resoconto, né solo documento, ma cronaca di una visione. A maggior ragione se la cronaca riguarda il passaggio dalla vita alla morte e la visione è il cerchio magico con cui Wang Bing stringe d’assedio una famiglia in attesa di dare l’addio all’anziana madre malata di Alzheimer, Mrs. Fang. Sempre di più in Wang Bing (le ultime prove sembrano costituire un discorso unico, da Ta’ang a Ku Qian) si tratta di un cerchio magico dove attaccamento alla vita e disorientamento per le fratture che la compongono significano al tempo stesso rassegna poetica di arcaicità e mito secolari prima che si smarriscano. Il regista è in viaggio nella sua Cina, senza meta, con l’unica idea di sopravvivere. Wang Bing è così dentro i fatti da introiettarne lo spaesamento, come quando segue i famigliari nelle loro pesche notturne nelle paludi circostanti. Documentario? Sì, se per documentario si intende quel naturale spazio di tempo necessario alla narrazione della realtà per raggiungere l’ancor più naturale infingimento della visione. Nessuna necessità di messa in scena perché è chiara al cineasta l’ingente e debordante narratività (diremmo proprio finzione) del reale. Il viaggio verso l’al di là di Mrs. Fang è di disperata bellezza, inciso in una durata filmica perfetta e perfettamente sospesa, che dà il senso del salto nel buio misto a speranza, della paura e del desiderio di chi resta.

Lorenzo Esposito
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