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News from the Locarno Festival
 

Adieu Michel

Se ne è andato Piccoli, grande attore del cinema europeo

Michel Piccoli, 2007

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Michel Piccoli, 2007

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Il cinema europeo ha perso uno dei suoi più grandi interpreti. Il 12 maggio se ne è andato Michel Piccoli, espressione e volto di un cinema senza confini geografici, voce sincera e irresistibile della cultura, trasversale a un intero continente. Francese con origini italiane, attore, regista, sceneggiatore e produttore, nel 2007 Piccoli festeggiò con noi il 60° compleanno del Locarno Film Festival; arrivato per ricevere l'Excellence Award se ne andò con sottobraccio anche il Pardo per la miglior interpretazione maschile grazie alla sua prova in Les toits de Paris, di Hiner Saleem.

Quel Pardo d'altronde non fu che l'ennesimo riconoscimento a una carriera incredibile e inesauribile, lunga più di 200 set e ricamata da una Palma d'oro (Salto nel vuoto di Marco Bellocchio, 1980), un Orso d'argento (Une étrange affaire di Pierre Granier-Deferre, 1981) e un David di Donatello (Habemus Papam di Nanni Moretti, 2011). Per raccontare chi e cosa sia stato Michel Piccoli sul grande schermo basterebbe elencare i registi con cui ha lavorato: da Jean Renoir a Alfred Hitchcock, da Costa-Gavras a Alain Resnais, da Jean-Luc Godard a Ettore Scola, da Angès Varda a Theo Angelopoulos, da Marco Ferreri a Luis Buñuel. Del genio surrealista, con cui girò La mort en ce jardin (1956), Le journal d'une femme de chambre (1964), Belle de jour (1967), La Voie lactée (1967) e Le charme discret de la bourgeoisie (1972), fu spalla e complice per quasi un ventennio. Chi ne incontrava il talento d'altronde poi difficilmente riusciva a farne a meno, fosse Claude Chabrol, Agnès Varda, Claude Sautet o Manoel de Oliveira.

Nel 2007 conquistò la Piazza Grande con la sua allegria, il suo sorriso largo e i suoi occhi adolescenti, alzando l'Excellence Award al cielo in una serata difficile da dimenticare. Poi, pochi anni dopo, incrociò lo sguardo di un altro, ennesimo decennio di cinema intepretando il Papa dimissionario di Nanni Moretti. L'anno successivo, nel 2012, Michel Piccoli tornò idealmente a Locarno con il suo penultimo film, Holy Motors di Leos Carax. Tre anni più tardi nella sua autobiografia scrisse "mi piacerebbe non morire". Ecco, sarebbe piaciuto anche a noi. Adieu Michel, et merci.

 

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