News from the Locarno Festival
 

Entrate secondarie

Entrate secondarie

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Kursaal ore dieci e quarantacinque. La gente si tocca, tiene la testa dritta, il naso all'insù, per catturare il massimo di aria non respirata. Gli abbonamenti generali penzolano sui petti, seguono i movimenti cadenzati, non scampanano. Si sorride, fuori dalle porte a vetri del casinò, dove la fila di persone da compatta e ordinata si sfalda, come quelle pance che riescono a superare l'argine della cintura. Non si vedono gli scalini bianchi bassi, al loro posto scarpe aperte sulle dita, ciabatte che separano alluce e indice, mocassini; non si vedono i corrimani lucenti, al loro posto dita inanellate, unghie laccate, sigarette. Si sorride, si parla francese, svizzero-tedesco, inglese, si sorride perché ancora non è uscita la cinquantenne biondiccia, sulle punte, a dire che no, non c'è più posto. Ancora non ha fatto capire a quei cinque o sei, occhiaie gonfie bottiglia di pet a portata di mano, che la levataccia con pastiglia effervescente in bicchiere d'acqua è stata inutile.

Un uomo e una donna si avvicinano a degli amici, proprio al centro dell'attesa, parlottano, il colore della loro pelle è eburneo, fanno gesti. A un tratto scartano di lato ed entrano dalla porta secondaria, proprio dietro l'angolo, si siedono ai tavolini del caffé, bevono. Quando inizia il film loro sono dentro, riposati e comodi, possono solo immaginare i commenti di quei tanti, rimasti fuori, che adesso hanno qualcuno con cui prendersela, qualcuno di cui sparlare. [Typisch. oppure Messies, ein schönes Chaos]

Tommaso Soldini

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