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Quanto è bella l’anima gemella?

Quanto è bella l’anima gemella?

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Nel panorama del giovane cinema francese, Emmanuel Mouret è un regista a sé stante. Originario di Marsiglia, dove ambienta i suoi primi cortometraggi, studia cinema a La fémis e si distingue per un tono e uno humour molto personali. Spesso interpreta i protagonisti dei suoi film. Dopo Laissons Lucie faire, delizioso film d’esordio, nel 2004 la solare commedia Vénus et Fleur incanta il pubblico della Quinzaine des Réalisateurs a Cannes.

Mouret ritrova la libertà dei film di Jacques Rozier o di Pascal Thomas, un’atmosfera edonistica e provinciale controcorrente rispetto alle mode. L’accoglienza calorosa riservata a questo film mette le ali al regista, che darà libero corso al suo gusto per le gag verbali e visive, gli incroci amorosi e le bellissime attrici realizzando Cambio d’indirizzo, Solo un bacio per favore (film più sentimentale) e Fais-moi plaisir! (film più burlesco).

L’Art d’aimer, senz’altro il suo film più riuscito, coniuga eleganza, humour e malinconia con il consueto piacere delle parole e delle situazioni inattese. Il cinema di Mouret, ormai trasferitosi a Parigi, si è fatto più stilizzato; e il pensiero va a Jacques Becker, il più hollywoodiano dei registi francesi. Mouret opta per una sofisticata narrazione corale in cui si incrociano uomini e donne in cerca dell’anima gemella. Niente di più difficile, ovviamente, e sono spesso le vie più bizzarre che conducono in porto i personaggi.

Mouret coltiva l’arte di far fare belle cose alle belle donne, una definizione di cinema come un’altra. In questo esercizio, tutte le attrici danno il meglio di sé, con una menzione speciale per Frédérique Bel, che da Cambio di indirizzo in poi illumina tutti i film di Mouret con la sua grazia e la sua fantasia.

Olivier Père
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