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“Voglio una donna!”: Piazza Grande in formato Amarcord

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L’apertura del Festival è prevista per mercoledì 3 agosto con la proiezione in Piazza Grande di Super 8 di J.J. Abrams. Martedì 2 agosto, tuttavia, offriamo agli spettatori ticinesi una proiezione gratuita – e non di un film qualunque. Si tratta infatti di Amarcord, realizzato da Federico Fellini nel 1973; e ciò perché in Svizzera questa è l’estate felliniana (mostra di Fellini, la grand parade al Musée de l’Elysée, la retrospettiva completa alla Cineteca svizzera) e perché parliamo di un’opera magnifica che illuminerà le dimensioni maestose della Piazza Grande: schermo magico e superbo per un film che non è da meno.

Al ritmo delle stagioni e dei riti comunitari (feste, cerimonie fasciste, funerali, matrimoni), il film narra la vita di un borgo della Romagna negli anni Trenta. Una cronaca autobiografica sognata (in dialetto riminense o romagnolo «amarcord» significa «mi ricordo»), in cui Fellini coniuga ricordi di infanzia e fantasie sessuali, visioni oniriche e un gusto per la narrazione digressiva e truculenta. Realizzato dopo Roma, altro viaggio nella memoria privata di un artista e nell’inconscio collettivo di un paese in cerca di storia/e, Amarcord è forse il capolavoro della vena onirico-barocca e nostalgica del cineasta, prima del sepolcrale Casanova. E questo senz’altro perché Fellini riesce a compiere un’alchimia magica tra il suo circo di mascheroni paonazzi, orchesse dai culi prosperosi e la musichetta della vita di provincia, la noia e la mediocrità già ritratte nel suo primo grande film, I Vitelloni.

Nonostante i suoi fasti scenografici, dunque, Amarcord sfugge alla monumentalità tutta suono e luci e agli eccessi decorativi che minacciano i film più compiacenti del Maestro, e non si discosta mai dal registro dello schizzo da caricaturista, dell’aneddoto e della reminiscenza. A ogni nuova visione, Amarcord è un’orgia visiva e sonora (splendide le musiche di Nino Rota), popolata da personaggi (La Gradisca, per citarne uno) e immagini (l’apparizione del transatlantico) sublimi. E’ anche uno dei film più commoventi di Fellini, e ciò grazie all’attenzione e alla simpatia che il regista accorda a ogni minima comparsa di questa indimenticabile creazione cinematografica.

Avremo l’onore e il piacere di presentare il film in compagnia di Sam Stourdzé, direttore del Musée de l’Elysée di Losanna e felliniano emerito, e della grande Magali Noël, interprete preferita di Fellini – per il quale era l’incarnazione della femme fatale (notevole anche ne La dolce vita e in Satyricon) – nonché dell’indimenticabile Gradisca che scatena le fantasie adolescenti in Amarcord. Magali ha promesso di cantarci dal vivo la canzone del film…

Olivier Père
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