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La favola di un’invenzione che si fa donna

Un giovane scrittore inventa un personaggio di donna fuori dal comune. Innamoratosi di questa creatura di carta, non crede ai propri occhi quando essa prende vita.

Ruby Sparks rientra nel genere fecondo della commedia romantica fantastica, così com’è stata modellata ed esplorata da vari registi americani contemporanei, da Woody Allen (La rosa purpurea del Cairo, 1985) a Michel Gondry e Charlie Kaufman (Se mi lasci ti cancello, 2004). Dopo il trionfo del cinema indipendente (Little Miss Sunshine, 2006, anch’esso proiettato sulla Piazza Grande), Jonathan Dayton e Valerie Faris si sono presi il tempo di elaborare un film del tutto originale e diverso dal precedente; un lavoro che attinge senz’altro alla loro esperienza privata e la problematizza in modo malizioso: come fa un romanziere a riprendersi dall’effetto sorpresa di un primo successo?

Favola sulla creazione letteraria, ma anche sulla coppia e sulla ricerca della felicità al fianco dell’anima gemella, Ruby Sparks seduce con la sua descrizione della bohème californiana, con una regia affascinante e un cast di qualità, dominato da Zoe Kazan (anche sceneggiatrice del film) e Paul Dano. Zoe Kazan, nipote di Elia Kazan, lavora come attrice televisiva e cinematografica dall’età di ventun anni, e ha già dato prova di bravura con Bradley Rust Gray (The Exploding Girl, 2009) e Kelly Reichardt (Meek’s Cutoff, 2010).

In Ruby Sparks rivela un temperamento comico e drammatico fuori dal comune. Quanto a Paul Dano, già nel cast di Little Miss Sunshine, in qualche anno è diventato uno dei beniamini del cinema d’autore americano, grazie alla sua indimenticabile interpretazione in Il petroliere di P.T. Anderson (2007) nonché in Meek’s Cutoff, sul cui set ha incontrato per la prima volta Zoe Kazan.

Olivier Père

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