News from the Locarno Festival
 

“Ai miei tempi il Cinema faceva sognare”

“Ai miei tempi il Cinema faceva sognare”

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"Donnez-moi un bon metteur en scène et une histoire et je jouerai ce rôle... mais aujourd'hui n'existent plus les auteurs qui écrivent pour quelqu'un, ils le font que pour l'argent."

Un'entrata accattivante, quella di Alain Delon, venerdì mattina, allo Spazio Cinema Forum di Locarno. La conferenza stampa, all'insegna del Lifetime Achievement Award aggiudicatogli la seconda sera del Festival, si apre con timidezza; allora Delon, come un padrone di casa, con frizzante ironia distende l'ambiente, finché gli interlocutori scuotono il silenzio:

“Signor Delon, lei ha affermato che il suo Cinema è morto il secolo scorso”. “Non sono un amante del cinema dei nostri giorni. Ho avuto la fortuna di fare film che facevano sognare. Oggi sono rare quelle occasioni. Les intouchables, quel film sì che l'avrei girato volentieri, avrei fatto l'uomo paraplegico, nell'auto. Ma purtroppo non mi hanno chiamato”.

“Perché ha voluto fare del Cinema?”.
“Perché Dietrich mi scosse; quando mi vide, disse che dovevo fare Cinema. Io non avevo mai pensato al Cinema. Mi disse: “Il Cinema è il più bel lavoro del mondo”.

“Lei ha recitato in  Asterix, un film comico. Perché ha svolto così pochi ruoli comici?”.
“Quando Belmondo passava tra la gente, tout le monde si metteva a ridere. Quando ero io nessuno rideva”.

“Preferisce dunque i ruoli tragici, tragico nel senso greco”.
“La tragedia era da sempre presente nella mia vita prima che scoprissi il Cinema. Sono andato a fare la guerra, a 18 anni ero in Indocina. È dunque possibile che trasponga un sentimento tragico nei miei personaggi”.

“Può raccontarci qualche aneddoto della sua carriera, legato al cinema hollywoodiano?”.
“Per me Marlon Brando è le film. Un giorno dissi a Marlon che mi sarebbe piaciuto recitare al suo fianco, fosse stato anche come maître d'hôtel che, portandogli le petit déjeuner, gli diceva: “C'est servi!”.

“Nel nostro paese lei è ritenuto un eroe vivente, Zorro. ”
(Parla il delegato della stampa cinese, n.d.r.)
“Non capisco perché né in Cina né in Giappone non mi lascino recitare un film, mi piacerebbe tanto. (Olivier Père: “In quei paesi è illegale scattare foto a divinità sacre. È naturale che non permettano, ad un Dio vivente, di essere ripreso”).

“Con quali attrici ha amato lavorare?”.
“Mi manca moltissimo Romy Schneider. Era una grandissima attrice. Voi potete guardare La piscine, io non ci riesco”.

Cristian Gomez
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