News from the Locarno Festival
 

Questo non è un paese per tutti

Questo non è un paese per tutti

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Se è vera l’affermazione di Cesare Pavese secondo cui «un paese vuol dire non essere soli», è anche vero l’esatto contrario per chi invece, in un paesino remoto dell’appennino tosco-emiliano, ci approda per un lavoro temporaneo e nel giro di pochi giorni si trova sbattuto contro l’ostilità di un’intera comunità.

È quel che succede al tandem di fratelli imprenditori edili (Valerio Mastandrea, Elio Germano), velleitariamente votati alle bio-costruzioni, quando non appena valicati boschi e zone naturali protette fanno sostare il proprio furgoncino nella villa dell’unico possidente dell’area: l’amato-odiato guardiano del posto, Fausto Mieli (Gianni Morandi), un tempo cantante da grandi folle, da dieci anni autoesiliatosi dalle scene per accudire la moglie malata e in sedia a rotelle (Valeria Bruni Tedeschi).

Padroni di Casa è il titolo che segna il ritorno alla regia di Edoardo Gabbriellini (dopo l’esordio nel 2003 con B.B. e il Cormorano), ma è anche l’insegna simbolica che perimetra lo spazio di una comunità sempre più rinserrata su se stessa, all’interno della quale i due giovani romani, nelle pause del lavoro di ristrutturazione per cui sono stati chiamati, iniziano a insidiare alcune fra le ragazze più belle del paese, come Adriana, che da tempo cerca il minimo appiglio per fuggire da lì.

Siamo in terre dure di montagna, ma è come se tutti si trovassero su delle sabbie mobili, situazione di stallo a cui non sfugge nemmeno il cantante che proprio in quei giorni muove i suoi passi più disinvolti per un ritorno sul palco, progettato e ora perseguito all’ombra di un cinismo a lungo trattenuto.

Ed è proprio nel racconto di questi personaggi compressi che il film trova la polvere da sparo tragica con cui non si concede tregua o perdono a chi è o si sente straniero.               

Lorenzo Buccella

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