News from the Locarno Festival
 

Do Film Critics Still Matter?

 “The coolest job ever...”, la professione del critico cinematografico.

Dinamica e vivace la chiaccherata di sabato pomeriggio al Forum di Locarno, all'insegna di “The Locarno Critics Academy”, Do Film Critics Still Matter?. Erano presenti, The independent dei Paesi Bassi, Der Sonntag, lo Screen national di Londra e la rappresentanza del marketing dell'industria del cinema francese, e altri ancora. Ecco che cosa ci ha proposto il forum sula critica cinematografica.

Nei Paesi Bassi, ad esempio, “sono presenti circa più di 120 cinema”, racconta l'olandese di formazione filosofica Dana Linssen , “e di conseguenza quando scrivo mi rivolgo ad un pubblico preparato. L'industria del cinema vuole che si scriva per nutrire il sistema, spesso è presente il fenomeno del lobbismo nel giornalismo, ma noi si deve mantenere la posizione; il mio approccio, voglio, ed enfatizzo, che rimanga indipendente, (come il nome della sua rivista, n.d.r.), per questo evito termini eloquenti, quali wonderful, masterpiece...”.

Per il critico svizzero Christian Jungen, i lettori, prevalentemente della Sonntag svizzero-tedesca, richiedono ai suoi testi uno sfondo costruito sulla ricera, che sia il perché di certi personaggi, o di certe trame, o dell'analisi di nuovi fenomeni, come il cinema emergente di stampo rumeno, “writing for a Sunday's magazine is different than for a newspaper, we must make a selection, we have to write one article per week.”.

Il giovane dottorando proveniente da Brooklyn, Leo Goldsmith, dal canto suo, solleva l'interesse verso il Cinema sperimentale, e dunque dell'importanza che riveste la critica cinematografica nell' “extra help to break out”.

Quando invece, a prendere in mano il microfono, è il rappresentante del marketing dell'industria del Cinema francese, Benoit Mely, il compromesso tra l'engagement e il cinismo del critico è ciò che permette “di sopravvivere alle nuove venti proiezioni settimanali dei cinema francesi, al cospetto di titoli come Batman Return o Harry Potter. Abbiamo bisogno delle citazioni, dell'uso della critica, come indicatore marketing. I distributori cercano i critici, anche per che si scriva critica negativa.
Da qualche anno a questa parte,la ciò che più conta, è il bouche à oreille. Si pensa si d'investire sulle famiglie piuttosto che sulla critica.”

Altro tema dibattuto, quello che si profilava sul crinale di quando si scrive  Come una trottola che gira su stessa, così la chiacchierata, ripiegava sulle tematiche dello scrivere compromesso, dedito al Cinema, e quello invece propenso all'industria della vendita blockbuster.

Essere critico cinematografico, “is the coolest job” avanza l'inglese dello Scren National, Mark Adams, “siamo pagati per guardare  film, ma anche perché millioni di persone guardano Cinema. Abbiamo bisogno di persone che scrivano di Cinema”. “C'è bisogno di qualcuno”, conclude Dana Linssen , “che sappia dare parole all'emozioni che il Cinema continua a farci vivere”.

Cristian F. Gomez Bolliger
Useful links

Follow us