News from the Locarno Festival
 

Riflettori sul Caucaso

Riflettori sul Caucaso

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Open Doors quest'anno punta al Caucaso del Sud: Armenia, Azerbaigian e Georgia: “Vista la nostra partnership con la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), l'agenzia del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) – ci spiega Martina Malacrida, responsabile di Open Doors – siamo “obbligati” a puntare la nostra attenzione principalmente sulle zone del mondo in via di sviluppo, ma sinceramente credo che occuparsi di regioni così particolari, dal contesto socio-politico fragile, sia anche una qualità e un punto di forza della nostra sezione.”

“Da qualche anno avevo notato un certo fermento cinematografico proveniente dal Caucaso, un nuovo vivaio di registi che si affacciava sullo scenario internazionale – prosegue Martina – e mi son detta: bisogna andare a scoprirli.”

Cosa serve per capire le potenzialità artistiche di un'area geografica particolarmente remota? “Avere dei buoni consulenti, dei contatti validi nel sud e nell'est del mondo che ti danno dei segnali precisi, e anche avere una propensione personale verso la scoperta di luoghi e culture diverse.”

Open Doors continua a fare la differenza – in media un progetto su quattro trova a Locarno un co-produttore Europeo: “i destini di molte produzioni internazionali si sono incrociati grazie al festival. Un nome come quello di Locarno può dare risalto a un progetto, e inoltre produttori e registi possono venire qui e incontrare, in maniera formale e informale, i nomi importanti dell'industria cinematografica.”

E poi a livello di base, non dimentichiamo i premi: cinquantamila franchi svizzeri al progetto vincitore, e premi minori di 6.000 e 7.000 Euro. “Abbiamo ricevuto 112 richieste diverse – conclude la Malacrida sorridendo -  penso che sia un censimento totale di tutta la cinematografia contemporanea del Caucaso.”

Massimo Benvegnù
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