News from the Locarno Festival
 

Peaches

Peaches

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© Alessio Pizzicannella

Quali erano i tuoi film preferiti?

I musical. Adoravo tutti quelle stravaganze teatrali un po' estreme come Phantom of the Paradise (Brian De Palma, 1974), Tommy (Ken Russell, 1975)  o The Rocky Horror Picture Show (Jim Sharman, 1975), perchè secondo me tutti i musical dovrebbero essere eccessivi e anche un po' raccapriccianti, come d'altronde anche Busby Berkeley e le sue coreografie. Un altro film che mi ha molto influenzato è inoltre Without You I'm Nothing, con Sandra Bernhard.

Come sei diventata musicista?

Ho studiato teatro all'università, volevo fare la regista ma avevo molti problemi a lavorare con altre persone. La musica era qualcosa di più immediato e diretto. Ho iniziato tardi, verso i vent'anni, prima con la chitarra acustica, poi la elettrica, le tastiere, l'elettronica. Ho sempre cantato. Influenzata dal cabaret e dall'espressionismo tedesco, ho dato vita alla mia miscela di electro-rock.

I videoclip erano un'altra forma d'arte per te?

Ho iniziato col Super8, un formato meraviglioso. Non avevamo mica gli iPhone una volta! Adoro il Super8, le sue imperfezioni, gli errori, montare le immagini in camera. Eppoi i caricatori duravano circa tre minuti, quindi andavano benissimo per creare videoclip... e invece adesso ho fatto questo film – Peaches Does Herself, in proiezione domani, La Sala, ore 21 – che è la rivisitazione in chiave visiva di 28 brani dai miei primi quattro album, una risposta a questi stupidi film dove prendono una canzone e ci appiccicano una storia che non c'entra niente con l'ispirazione originaria.

Ti sei mai sentita parte di un movimento?

Beh, c'è stato un momento in cui abbiamo iniziato tutti assieme, La Tigre, Chicks on Speed, Bikini Kill... una proposta musicale di matrice marcatamente femminista. Il rock classico aveva probabilmente già detto tutto, quindi bisognava re-inventarsi attraverso l'elettronica, trovare una nuova forma d'espressione.

Quali sono le tue battaglie, oggi?

Le stesse di dieci anni fa, ma se possibile mi sembra che oggi bisogna combattere con maggiore intensità. Trovo disgustoso che nel 2013 ci siano ancora situazioni come quelle della Russia, dove ci si batte per vivere liberamente la propria sessualità. Ma non vorrei che si pensasse che Peaches si preoccupa solo del sesso, a me interessa la libertà d'espressione. Eppoi adesso mi hanno chiesto se voglio lavorare al Paravento, visto che mi trovate sempre lì...

Massimo Benvegnù
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