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Tela Brilhandora: Cosmologia brasileira

Tela Brilhandora: Cosmologia brasileira

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Anzitutto il titolo. Tela Brilhadora significa voler riferire il battito della luce, la fenomenologia di una Lingua incognita (la lingua portoghese? Il cinema?). Per far questo Júlio Bressane e altri tre sognatori-amatori (amateurs) – Rodrigo Lima, Bruno Safadi e Moa Batsow – si avventurano oltre se stessi, oltre il proprio stesso desiderio di immaginarsi avventurieri su questa terra. Sono degli ossessi, dei pazzi lucidi, che scartano leggermente verso l’abisso, sapendo di potersi perdere, di poter perdere tutto.

Il primo a buttarsi è Bressane stesso. Garoto, ispirato al racconto di Borges Bill Harrigan, L’assassino disinteressato (contenuto in Storia universale dell’infamia), considera la possibilità che il suolo calpestato sia la prima ineliminabile realtà occulta del pensiero, e che nella tempesta – vento sole roccia foresta donna – vengano decifrati i segni indecifrabili del desiderio, dell’omicidio, dell’infinito. La comprensione del testo sarà sempre enigmatica, Bressane lo sa e dà subito la cadenza: un’incredibile massa sonora che si ripercuote su tutto il progetto, su tutta la tela.

Ne è immediata sponda Origem do Mundo di Batsow. Un ulteriore salto mortale, stavolta all’indietro, verso l’arte preistorica che ribolle nell’entroterra brasiliano, viva nella tradizione orale degli anziani. Batsow è un segugio dell’aria, fiuta le oscillazioni di energia, l’elettricità primordiale – iscrizioni misteriose al di là e al di qua dei consueti concetti di spazio e tempo.

Tela Brilhadora è una sorta di metafisica del fantastico, che riprende l’antico concetto di filosofia della natura: riconoscere la crisi e provare a riconferire densità alla materia. Una cosmologia in cui i cineasti sono continuamente sbalzati fuori, e possono rispondere all’attrito solo filmando e inventando una realtà parallela, nella speranza che un giorno rientri nel naturale giro degli astri. È questo il tentativo del sindaco di Rio de Janeiro in O Prefeito di Safadi: ri-localizzare la città, abbatterla e ricostruirla su nuove fondamenta, separata dal Brasile, dagli uomini e dall’universo. Ma viene travolto dal suo stesso sogno, travolto dalle apparizioni femminili (la donna in Tela Brilhadora letteralmente appare, si riverbera di frammento in frammento), travolto dal sentimento atavico dell’oblio.

La natura abbatte sul mondo il suo spirito. È uno spirito panico che in O Espelho di Rodrigo Lima (dal racconto di Machado de Assis), travolge tutto al suo passaggio. Come in Cocteau la donna-natura esce dallo specchio d’acqua e si unisce all’uomo sottoforma di puro riflesso, coinvolgendo l’intera foresta in una battaglia di fango e di verde, forse per riscrivere il mondo, forse per fuggire a se stessa. Tenta il tutto per tutto, anche a rischio di sparire: esattamente come fanno i quattro moschettieri della Tela Brilhadora.

Lorenzo Esposito
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