News from the Locarno Festival
 

Ritratto: Ashutosh Gowariker

Piazza Grande – Mohenjo Daro

Ashutosh Gowariker

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Ashutosh Gowariker, noi lo conosciamo bene. Lagaan: Once Upon a Time in India  ci conquistò tenendoci incollati a una partita di cricket – di cui fino ad allora ignoravamo anche le regole basilari – per due ore. Un miracolo, nato anche dalla sensibilità di un cineasta capace di intuire prima e meglio di altri come Bollywood non fosse solo un'industria locale e votata all'esclusivo successo commerciale, ma con le potenzialità di offrire opportunità a autori di alto livello su un panorama internazionale. La sua forza è raccontare sempre la storia e la fiaba, l'epica e l'etica, il successo e la rivincita, con donne forti e centrali nella narrazione a tirare le fila di tutto, con uomini che hanno rivelazioni sulla realtà più dura e non accettano di soccombere. Combattono perché è giusto farlo e non solo quando le battaglie – o le partite – possono vincerle. La potenza del cinema classico con una musicalità trascinante, un apparato coreografico e scenografico stupefacente, una recitazione d'altri tempi che però irrompe nella modernità. Gowariker torna a Locarno, chiudendone l'edizione numero 69, con Mohenjo Daro che alla lotta dell'uomo contro il Potere, aggiunge una riflessione sulla spiritualità di massa, la forza della fede. In un uomo, in un’idea, in un dio. Bollywood ha un pregio, sa farci sognare. E questo è il cinema, sogno. E a colorarli, questi sogni, sono quelli come Gowariker. 

 

Boris Sollazzo
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